di Andrea Paolo in

Respirare l’aria di Torino è Come Tirare di Coca. Ecco Perchè.


 

“Torino stupefacente” ha titolato con rilievo il quotidiano la Stampa. I torinesi respirano cocaina nell’aria come nessun altro in Italia. Ma la notizia non dovrebbe sorprendere: Torino ed il Piemonte sono il crocevia di traffici di droga da oltre 20 anni.

Torino Ingegnere che vende accendini

L’aria come unità di misura del consumo di sostanze stupefacenti: è stata la scelta dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche che nella sua indagine ha analizzato l’atmosfera di 8 grandi città italiane. Tra queste, Torino è risultata la città con la più elevata quantità di cocaina e cannabinoidi nell’aria.

Segnale che il consumo in città è così elevato che arriva ad inquinare l’atmosfera. Non esistono pericoli per la popolazione (naturalmente quella che non fa uso di droghe), ha spiegato uno dei chimici che ha condotto lo studio, tuttavia la situazione va monitorata attentamente.

Cocaina nell'Aria a Torino

Si, preoccupati ma non sorpresi insomma. Perché basta scorrere le pagine delle centinaia di inchieste giudiziarie per traffico di stupefacenti aperte dalla Procura di Torino negli ultimi dieci anni per capire che il capoluogo piemontese è da sempre un’importante piazza di consumo, smercio e scambio di droghe. Leggete se avete tempo un po’ di report pubblicati da Narcomafie, il mensile che non a caso ha proprio sede a Torino.

I signori della cocaina, perché la droga più diffusa nell’aria e proprio lei, la “neve”, a Torino sono di casa. Fino alla fine degli anni ’90 a Volpiano, a due passi dalla Mole Antonelliana, aveva il suo quartier generale Pasqualino Marando da Platì (RC), uno dei trafficanti di cocaina più importanti della ‘ndrangheta. Dopo la sua sparizione per “lupara bianca”, lo scettro del narcotraffico è passato ai suoi cognati Trimboli, anche loro di casa a Volpiano.

E poi Torino. E’ il collaboratore di giustizia Rocco Varacalli, da Natile di Careri (RC),  l’uomo su cui poggia l’intera impalcatura del più grande processo alla ‘ndrangheta in Piemonte attualmente in corso di dibattimento a Torino (Minotauro), a dire: “nel ’95 facevo fuori due chili di cocaina ogni tre giorni, la tagliavo col Milupa”. Un giro d’affari di almeno 100 milioni  di lire al giorno, gestito da un solo uomo. Ma nel business, dice Varacalli, ancora oggi ci sono tutte le cosche che contano in Calabria, soprattutto della Locride. Insomma, a Torino sono anni che di cocaina ne gira a chili e che ne sia satura l’aria proprio non deve sorprendere.

photo credit: bluestardrop – Andrea Mucelli via photopin cc
photo credit: Marco Leone [Deepboy] via photopin cc

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