di Vittoria Verdi in

Ricerca psichiatrica rivela “malattia mentale” di chi abusa dei selfie: vari stadi di gravità


 

Una ricerca psichiatrica statunitense sostiene che ci sia una vera e propria patologia da curare in chi ama “farsi molti selfie”. Questa smania di apparire rivela una forte insicurezza e una vita intima lacunosa e poco appagante

ricerca selfie

Finalmente una bella notizia per il buongusto! Uno studio realizzato dalla American Psychiatric Association – che verrà chiaramente guardato con diffidenza da tre quarti del mondo perché pone sotto un cono di luce opaca e triste l’amante del selfie – asserisce che le persone che hanno la smania del selfie soffrono di un disturbo mentale dal nome selfitis che consiste nella ”mancanza di autostima e lacune nella propria intimità“.

studio selfie

Peccato non ci siano delle specifiche diagnosi per la mefistotelica accoppiata selfie con duckface ovvero bocca a deretano di gallina che affina le guance e permette ammiccamento da balera. Quindi le persone che hanno la necessità di postare sui social media i propri selfie sarebbero, tradotto in poche parole, insicuri cronici dalla vita sessuale tristissima se non inesistente.

Gli psichiatri hanno creato una“scala” per valutare il livello del proprio disturbo: 1 ‘selfitis borderline’: si limitano a 3 selfie al giorno, che siano pubblicati o meno online; 2 selfitis cronici: pubblicano più di 6 foto al giorno. Al momento l’unica cura che i medici reputano possa essere funzionale è una buona terapia cognitivo-comportamentale.

 

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