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Rifiutò di visitare bambino con 40° di febbre: rinviato a giudizio medico di guardia

Nella notte tra il 6 e il 7 febbraio 2013, una famiglia in vacanza a Forno di Zoldo, nel bellunese, chiese il pronto intervento del medico di guardia a Belluno: il loro figlio di 7 anni stava malissimo, aveva la febbre a 40° e i due genitori, spaventati, necessitavano di una pronta consulenza medica in loco.guardia medica

Gerardo Marino, medico 50enne di origini belghe ma residente e operante a Belluno, si limitò a dare una consulenza esclusivamente telefonica e alla mamma del bambino che invece sollecitava una visita a domicilio, viste le preoccupanti condizioni di salute di suo figlio, rispose seccamente: “Scusi, lei è medico? Si laurei in Medicina, prima di parlare”. Sconcertati per il secco rifiuto e in preda al panico, decisero allora di rivolgersi all’ambulanza del Suem 118 che intervenne tempestivamente. Gli infermieri, una volta giunti a prestare soccorso, sollecitarono anch’essi l’intervento della guardia medica che, per la seconda volta, si limitò a fare solo una diagnosi telefonica.

Scattò quindi la denuncia per il medico che, stando alla Procura, avrebbe violato l’articolo 328 del Codice penale che punisce “il pubblico ufficiale che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che per ragioni di giustizia, ordine pubblico, igiene o sanità, dev’essere compiuto senza ritardo”. La Procura si è pronunciata in merito, chiedendo il rinvio a giudizio per Gerardo Marino. Il reato da lui commesso prevede una condanna che varia da un minimo di sei mesi a un massimo di due anni di reclusione.

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