di Antonio Paviglianiti in

Riforma del Catasto 2017: cosa cambia e quando entra in vigore? Le ultimissime


 

Riforma Catasto 2017, cosa cambia e quando entra in vigore? Ecco le ultime notizie e le preoccupazioni per i “contribuenti”

Riforma del Catasto 2017 non si farà. Questa è notizia di aprile ma attenzione perché la prossima legislatura avrà come principale obiettivo quello di discutere proprio questi cambiamenti catastali che potrebbero portare pesanti stangate sui contribuenti e proprietari di immobili. Cosa prevede la Riforma del Catasto 2017 che, però, sarà discussa nella Legislatura 2018? Vediamo insieme qualche piccolo dettaglio.

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Riforma del Catasto 2017: il testo del Disegno di Legge

Lo scorso aprile 2017 sulla Riforma del Catasto si è discusso parecchio. La stessa è rimasta esclusa dalla Manovrina DL 50/2017  ma è stato presentato in Senato il disegno di legge, primo firmatario il presidente della commissione Finanze Mauro Maria Marino (Pd) e Salvatore Sciascia (Fi) che ripropone pari pari il vecchio articolo 2 della legge 23/2014.

Cosa contiene? Vengono presi in esame principi di fondo cui il Governo dovrà attenersi nell’approvazione dei decreti attuativi, cioè invarianza del gettito complessivo e determinazione del valore degli immobili sulla base delle loro caratteristiche reali (superficie, localizzazione e caratteristiche edilizie).

La riforma del catasto dovrebbe portare all’introduzione di una nuova classificazione per la destinazione d’uso immobile, attraverso la distinzione tra ordinaria e speciale considerando sia le diverse utilizzazioni dell’immobile che delle condizioni economiche e sociali. Ridefinizione dei meccanismi per il riconoscimento degli immobili di valore storico e artistico, tenendo conto dei costi più alti per la manutenzione e la conservazione di questi immobili particolari e la loro destinazione d’uso e utilizzo.

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Riforma del Catasto 2017: cosa cambia? Ecco tutti i punti del DDL

Quali sono i punti chiave del DDL compreso nella Riforma del Catasto 2017 qualora questo – molto difficile – dovesse essere mai applicato? Si tratta di un decreto legislativo la cui esecuzione sarà affidata all’agenzia delle Entrate e condurrà a nuove rendite e valori catastali per circa 60 milioni di unità immobiliari.

  • il valore patrimoniale medio dovrà essere stabilito sulla base del valore di mercato, espresso in metri quadrati e determinato con funzioni statistiche espresse in un algoritmo che sarà frutto delle metodologie scientifiche espresse a livello nazionale;
  •  la rendita catastale (utilizzata attualmente, per esempio, ai fini delle imposte sui redditi) andrà determinata con metodologie analoghe a quelle usate per il valore ma basata sul valore locativo ed espressa anch’essa in metri quadrati;
  •  i Comuni dovranno partecipare al processo di riforma, all’obbligo di delegare ai municipi le funzioni di «revisione degli estimi e del classamento» di cui al Dlgs 112/98;
  • andrà ridefinito il sistema delle commissioni censuarie e delle sanzioni catastali;
  • le Entrate dovranno partecipare all’elaborazione di piani per lo scambio d’informazione con i Comuni: l’Agenzia – sempre in base a un emendamento di origine governativa – si sostituirà completamente in caso d’inerzia degli enti locali;
  • il contribuente potrà ricorrere in autotutela sull’attribuzione delle nuove rendite catastali.

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