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Riforma del processo penale: perchè gli avvocati sono preoccupati?

Il 15 Marzo scorso è stato approvato, per mezzo della Fiducia al Senato, un progetto in più punti di riforma del processo penale. In caso questo progetto di riforma venisse approvato anche alla Camera dei Deputati, entrerebbero in vigore una serie di profonde differenze di procedura, tali da mettere in allarme l’Unione delle Camere Penali Italiane, associazione che riunisce 8000 avvocati penalisti in tutta italia. L’Unione delle Camere Penali ha indetto 2 astensioni dal lavoro, una tra il 20 ed il 24 marzo scorsi, ed un’altra tra il 10 ed il 14 Aprile prossimi. Inoltre è stato ridato impulso alla raccolta di firme per la presentazione di un disegno di legge costituzionale per arrivare alla separazione delle carriere tra “Giudici giudicanti” e “Giudici inquirenti”. Quali sono gli aspetti che preoccupano maggiormente gli avvocati? Quali sono le conseguenze più temute di questa riforma?

Riforma del processo penale, il meccanismo della fiducia

Prima di tutto, conviene fare una premessa: quando la maggioranza di governo ha urgenza di far passare un’importante riforma, e le opposizioni presentano migliaia di emendamenti per rallentare il dibattimento a tutti i costi, esiste la tattica del “porre la fiducia”: il Governo chiede in Parlamento di far passare la nuova legge, senza emendamenti, confermando la fiducia al Governo stesso. In questo modo chi è contrario alla legge in discussione, si assume l’onere di far cadere il governo ed andare ad elezioni, con tutto il rischio, per ciascun parlamentare, di non essere rieletto. Si tratta di un “all-in”, in gergo del poker, per far passare provvedimenti legislativi ritenuti vitali per “il bene del paese”. Normalmente i Governi utilizzano questa tattica molto di rado, stante il rischio insito di caduta del Governo, ma anche perché la Costituzione Italiana riconosce il valore del dibattito parlamentare.

Potrà piacere o no, ma il sistema italiano riconosce la possibilità di dibattere ed emendare in modo praticamente illimitato, le proposte di legge. E veniamo alla riforma in oggetto: stante l’importanza per il cittadino della materia, il modo profondo in cui cambieranno le procedure, come vedremo più avanti, e che non sussistano condizioni di particolare urgenza, il fatto di sottrarre attraverso il meccanismo della fiducia, una riforma così importante al dibattito parlamentare, è già di per se allarmante, come tale contestato dall’Unione delle Camere Penali. Quando un Governo è sostenuto da una maggioranza di parlamentari che hanno una gran paura di non essere rieletti, a pochi mesi dalle prossime elezioni, col meccanismo della fiducia può far passare praticamente qualsiasi legge, indipendentemente dal merito della stessa, e dal fatto che ricorrano o meno urgenza e importanza della stessa ai fini del governo del paese.

Riforma del Processo Penale: i punti più contestati

I punti maggiormente contestati dagli avvocati penalisti sono 4, andiamo a vederli uno per uno. L’articolo 159, come modificato a pagina 3 del testo della riforma, prevede che, se un imputato è condannato in primo grado, e fa ricorso in appello, il conteggio del periodo di prescrizione si interrompe per 18 mesi. Lo stesso tra appello e ricorso in Cassazione. In totale, è come se il periodo di prescrizione, che di norma è pari a 7 anni e mezzo, si allungasse di altri 3 anni. A meno che la giustizia non acceleri i tempi tra un grado di giudizio e l’altro, ovviamente. Inoltre lo stesso periodo di prescrizione, per il reato di corruzione, è raddoppiato a 15 anni. Ricordiamo che l’esistenza del meccanismo della prescrizione, al netto della demagogia giustizialista, ha varie motivazioni, tra cui quella di risparmiare all’imputato, innocente fino a prova contraria, persecuzioni giudiziarie infinite, magari per presunti reati che sarebbero avvenuti molti anni prima. La differenza di trattamento tra chi viene condannato in primo o secondo grado, e chi viene assolto, sarà inoltre contestata davanti alla Corte Costituzionale, appena la riforma dovesse entrare in vigore.

Il secondo punto contestato riguarda l’articolo 146-Bis, come modificato a pagina 19 del testo della riforma: per tutta una serie di reati, compreso omicidio, rapina, associazione a delinquere, etc. se l’imputato si trova già in carcere, assisterà al processo sempre in teleconferenza. Finora la teleconferenza è stata utilizzata per imputati soggetti a misure di protezione (es. pentiti), ma da ora sarà sempre utilizzata per determinati reati, con grave pregiudizio della possibilità dell’imputato di intervenire, ad esempio con dichiarazioni spontanee, dovendo sempre l’avvocato chiamarlo via telefono, far partire la dichiarazione, il tutto lottando col funzionamento tutt’altro che efficiente del sistema di teleconferenza, etc.

Il terzo punto contestato viene visto come estremamente pericoloso: il nuovo articolo 581, come riformato a pagina 15 del testo della riforma, specifica una serie di possibili cause di inammissibilità dell’impugnazione di una sentenza per far ricorso in appello: in precedenza le cause di inammissibilità erano definite molto vagamente ed i casi in cui veniva considerato inammissibile un appello erano molto rari: di fatto un appello “mal presentato” danneggia lo stesso ricorrente, che avrà un alto rischio di perdere l’appello stesso. Con questa nuova formulazione, c’è il concreto rischio che i casi di inammissibilità degli appelli diventino più numerosi, vanificando il sistema attuale di 3 gradi di giudizio, considerato garanzia di equilibrio a favore degli imputati, in caso di eventuali condanne ingiuste.

Il cammino della riforma

Per entrare in vigore, la riforma dovrà essere approvata anche alla Camera dei Deputati. Se verrà posta la fiducia, i rischi che non passi, sono ancora inferiori che al Senato. Peraltro, al Senato, le uniche voci critiche, ne palesavano l’eccessiva “morbidezza” verso gli imputati. Lasciamo al lettore qualsiasi considerazione in merito.

Nato a Molfetta, residente da più di 20 anni a Bergamo, e innamorato follemente di Milano. Laureato in Economia Aziendale, ha una passione smisurata per la pubblicità, che ha trasformato in lavoro, occupandosi di Consulenza di Marketing, Copywriting e "Socialcosi". Altre passioni sono i viaggi, la tecnologia, il calcio, le ragazze (non necessariamente in quest'ordine) e l'automobilismo, per cui è giornalista, telecronista e speaker in pista.

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