di Antonio Paviglianiti in

Riforma Fisco 2018: addio dichiarazione dei redditi? L’annuncio del direttore dell’Agenzia delle Entrate (FOTO)


 

Riforma Fisco 2018: addio dichiarazione dei redditi e meno tasse per gli italiani? Ecco la ricetta di Ernesto Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate

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Riforma Fisco 2018, potrebbe esser giunto il de profundis per la dichiarazione dei redditi. Lo annuncia, ai microfoni di Repubblica, in una lunga intervista, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Ruffini. “Lunedì ho convocato da Sogei tutti gli intermediari, commercialisti, consulenti del lavoro e gli altri professionisti perché bisogna partire col piede giusto nel tempo giusto per arrivare agli appuntamenti con proposte il più possibile condivise. Il Fisco deve ascoltare, confrontarsi.” ha spiegato Ruffini sulla Riforma Fisco 2018. 

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Riforma Fisco 2018: quando si dirà addio alla dichiarazione dei Redditi?

Ernesto Ruffini commenta sulla Riforma Fisco 2018: “Accumulando sempre più dati ed evitando naturalmente di chiedere quelli che già abbiamo, deve venir meno il concetto stesso di dichiarazione dei redditi. Nel momento in cui il Fisco possiede tutti i dati, ti presenta l’elaborazione di quegli stessi dati e tu da controllato diventi controllore del fisco. Ti fornisco un servizio e hai il diritto di vedere se ho lavorato bene.” E su quando scomparirà la dichiarazione dei Redditi? “Direi 5 anni. Trattandosi di un’operazione complessa ritengo che l’orizzonte possibile per l’entrata a regime sia questo.”

Riforma Fisco 2018: tasse eccessive, serve cambiare rotta

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Ruffini, evidenzia come l’Italia abbia ancora oggi troppe tasse. E fa un parallelo con gli altri Paesi UE: “L’Italia ha, senza dubbio, un numero di imposte superiore alla media europea. In Svizzera ci sono 25 leggi fiscali, la Germania ha 35 testi unici. Noi abbiamo 388 leggi e 396 decreti attuativi. Solo il testo unico delle imposte sui redditi ha 76 mila parole. Dal 1994 il numero di caratteri è più che raddoppiato. Dal 1986 ha subito 1.200 modifiche. Ma tutti i Paesi, Stati Uniti compresi, lamentano gli stessi problemi”.

“Quando il Fisco commette un errore, può e deve restituire i soldi con gli interessi. Quest’anno, per esempio, abbiamo già restituito 10 miliardi di Iva e 2 di imposte sui redditi. Ma il tempo sottratto non lo si può restituire alle imprese e ai cittadini. Né a chi lavora qui dentro. E il tempo ha una sua sacralità…”

Riforma Fisco 2018: addio contanti per contrastare evasione?

Secondo Ernesto Ruffini dell’Agenzia delle Entrate non è questa la soluzione: “Negli anni passati non ha determinato un calo dell’evasione. Il problema è la sua tracciabilità. Per esempio, introducendo una norma che esclude dalle detrazioni i pagamenti in contanti se non sono tracciati. Molto più efficace è la fattura elettronica”.

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