di Maria Concetta Distefano in ,

Riforma pensioni 2016 ultime novità: flessibilità subito per Tito Boeri, i risparmi saranno futuri


 

Tito Boeri ancora una volta ha ribadito l’urgenza immediata di una maggiore flessibilità in uscita e di chiedere all’Unione europea alcuni cambiamenti nell’ambito del patto di stabilità

Pensioni 2017, età pensionabile Tito Boeri parla di controriforma

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, si conferma uno dei protagonisti principali della complessa partita della riforma del sistema previdenziale. Il professore bocconiano, che da un anno presiede il più grande istituto di previdenza europeo, ritiene indispensabile che l’Italia faccia una strutturale riforma delle pensioni, introducendo la possibilità di uscita dal lavoro in maniera flessibile. Oggi in un’intervista concessa al quotidiano La Repubblica, Tito Boeri ribadisce che si deve riuscire a convincere  l’Unione europea a concedere all’Italia questa possibilità: “Perché l’introduzione di maggiore flessibilità in uscita peggiora nell’immediato il disavanzo, mentre nel tempo lungo la spesa si riduce visto che con l’anticipo del pensionamento l’importo dell’assegno sarà più basso anche se erogato per più anni. Ma le attuali regole europee non tengono conto di tutto questo. Guardano al debito passato, non al debito futuro, invece è questo che diventerà decisivo a causa della crescita della spesa in protezione sociale che peserà su tutti i bilanci europei per effetto dell’invecchiamento della popolazione”.

=> LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 2016

Secondo il professore Boeri, l’Italia non ha bisogno di chiedere margini di flessibilità di bilancio o eccezioni al patto di stabilità, ma alcuni cambiamenti nei vincoli dello stesso patto. Per l’Italia è indispensabile che il sistema pensionistico sia reso più flessibile ora e adesso, poiché il brusco incremento dell’età di pensionamento adottato con la legge Fornero ha determinato la stasi del mercato del lavoro e il blocco dell’ingresso dei giovani.

Infine si è espresso anche sulla polemica sorta intorno all’ipotesi di razionalizzazione delle pensioni di reversibilità da collegare all’Isee:“Nella proposta dell’Inps per la riforma del sistema previdenziale non c’era niente sulle pensioni di reversibilità. Per due ragioni: non c’è un problema di sostenibilità perché nel calcolo dell’importo si tiene già conto della speranza di vita del superstite, e perché è già stata fatta la riforma legata alla situazione reddituale del superstite. Ci sarebbe altro da cambiare: mi pare molto discutibile che cinque miliardi di prestazioni assistenziali vadano al 30 per cento più ricco della popolazione”.

 

© Tutti i diritti riservati. Vietata ogni forma di riproduzione

Metti mi piace a UrbanPost

Leggi anche

Commenta via Facebook