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Riforma Pensioni 2018, legge Fornero bis possibile? Ecco il quadro

La Riforma Pensioni 2018 dovrà prendere in esame una legge Fornero bis? Nonostante le proposte di Lega e Movimento 5 Stelle, l’Italia dovrà fare i conti con quanto previsto dai piani europei? Proprio ieri la Bce ha lanciato l’allarme: vietati passi indietro sulle riforme pensionistiche nella zona euro o si metterebbe a repentaglio la sostenibilità dei conti pubblici. In un articolo contenuto nell’ultimo Bollettino economico, infatti, la Banca centrale europea ha ribadito il monito ai Paesi della moneta unica affinché attuino con efficacia le riforme del sistema previdenziale adottate negli ultimi anni.  E Tito Boeri, presidente dell’Inps, lo ripete da mesi: cancellare la legge Fornero è impossibile. 

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Riforma Pensioni 2018: necessaria legge Fornero bis?

Stando a quanto evidenziato dagli esperti, l’attuale situazione fa pensare a una possibile legge Fornero bis. Il motivo? Lo spiega Giuliano Cazzola, economista ed esperto di previdenza, all’Adnkronos: “Nelle previsioni della UE vi sono dei notevoli scostamenti rispetto a quelle della Ragioneria dello Stato. Per farla breve, nel picco dell’incidenza della spesa sul PIL vi sono ben due punti di differenza in più (il 18% anziché il 16%)”.La valutazione più severa deriva in primo luogo dal peggioramento dei trend demografici: l’attesa di vita si allunga più del previsto mentre le nascite continuano il loro ciclo al ribasso, così la quota degli over 65 arriverà ad oltre un terzo della popolazione – spiega l’esperto Cazzola – Ciò dovrebbe far comprendere a tutti come sarebbe sbagliato abolire o manomettere l’aggancio automatico dell’età e dell’anzianità all’incremento dell’aspettativa di vita”.

Riforma Pensioni 2018, Cazzola: “Non aboliamo la Fornero”

E ancora, sempre in merito alla Riforma Pensioni 2018, Cazzola spiega: “Personalmente penso che, se si presentasse la necessità, basterebbe ripristinare la riforma del 2011 al netto delle correzioni dirette o indirette che vi sono state apportate nella trascorsa legislatura in particolare abolendo le norme sui cosiddetti quarantunisti e la cosiddetta 14esima, evitando accuratamente di aggiungere nuove categorie di lavoro disagiato con le relative deroghe, ripristinando il limite dei 62 anni per andare in quiescenza anticipata senza penalizzazioni economiche”. “Non si dimentichi poi – conclude Cazzola – che tutto il pacchetto dell’Ape è di carattere sperimentale fino alla fine del 2019. Ma la prima cosa da fare è impedire che vadano avanti i progetti di abolizione della riforma Fornero”.

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