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Riforma Pensioni 2018 news, quali sono le novità per opzione donna? Le ultimissime

Tra le riforme del Governo Conte si dà grande spazio al tema previdenziale. Mentre si discute per la possibile reintroduzione della Quota 100, andiamo a scoprire quali sono le novità in merito alla Riforma Pensioni per quanto concerne l’opzione donna. Di cosa si tratta? È una possibilità per le lavoratrici di pubblico e privato di andare in pensione in anticipo a patto di accettare un assegno calcolato interamente su sistema contributivo. È un’opzione introdotta dalla Legge Maroni n° 243/04, ripresa successivamente con la Riforma delle Pensioni Fornero del 2011 e prorogata anche dalla Legge di Bilancio 2017. Ecco requisiti e novità in programma per Pensioni opzione donna.

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Pensioni opzione donna requisiti: chi può aderire?

Come funziona la Pensione opzione donna? Possono andare in pensione a 57 anni (58 se autonome) se hanno raggiunto i 35 anni di contributi, cosa che permette un notevole anticipo rispetto le regole ordinarie che prevedono o il raggiungimento di almeno 41 anni e 10 mesi di contributi o il raggiungimento di un’età anagrafica di 66 anni e 7 mesi per le lavoratrici del pubblico, 65 anni e 7 mesi del privato, 66 anni e mese se autonome oltre ad avere maturato almeno 20 anni di contributi. Possono aderire all’opzione donna tutte le lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria, a fondi sostitutivi o esclusivi che siano in possesso di contributi alla data del 31 Dicembre 1995. Non possono aderire a questa opzione coloro che sono iscritte alla gestione separata o che, per qualsiasi motivo, vogliano utilizzare i contributi maturati in tale gestione per raggiungere il requisito contributivo.Come funziona opzione donna e lotta per la proroga al 2018

Cosa prevede il contratto di Governo sulle Pensioni opzione donna

Come si legge nel contratto di Governo, stipuato da Lega e Movimento 5 Stelle, l’esecutivo guidato da Conte si porrà come obiettivo quello di prorogare: “La misura sperimentale “opzione donna” che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili.”

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