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Riforma Scuola 2018, ecco il nuovo programma scolastico: cosa cambia con Bussetti

Il neo-ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha illustrato in Parlamento cosa vorrà fare nei prossimi cinque anni per studenti e docenti. Ridare centralità al ruolo degli insegnanti. Mettersi al passo con i cambiamenti generati dalle innovazioni. Garantire il pieno diritto al sapere di ogni studente, in qualsiasi condizione socio-economica. Avere delle strutture che siano sicure, accessibili, tecnologicamente avanzate. Marco Bussetti presenta la scuola che ha in mente per il futuro. Il nuovo ministro dell’Istruzione ha illustrato di fronte alle commissioni Cultura di Camera e Senato – in seduta congiunta – le linee programmatiche per i prossimi cinque anni. Partendo dall’idea che “la scuola è lo strumento più potente per cambiare il mondo”. Lo riporta Skuola.net che ha seguito l’intervento del ministro.

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Riforma Scuola 2018: cosa cambia per alternanza scuola-lavoro?

Come non parlare di uno dei nodi più discussi della ‘Buona Scuola’: il potenziamento dell’alternanza scuola lavoro? Uno strumento che, a detta di Bussetti “è stato spesso interpretato come un obbligo e non come un’opportunità. Sia da parte degli istituti sia da parte delle aziende che ospitano gli studenti. Scuola e lavoro non devono essere intesi in maniera antitetica ma come sintesi. È giusto orientare gli studenti verso il mondo del lavoro, con cui prima o poi dovranno confrontarsi”. Per questo, nei piani del nuovo ministro dell’Istruzione, l’alternanza non deve essere archiviata. Certamente, però, richiede degli aggiustamenti. “È importante – prosegue Bussetti – che gli studenti possano misurarsi con il mondo del lavoro. Ma non si possono più tollerare percorsi che non siano di qualità, con degli standard elevati di sicurezza”.insegnante aggredito a roma

Riforma Scuola 2018: maggiore importanza a educazione fisica ed alimentare

Un capitolo del discorso del responsabile del Miur è dedicato anche all’educazione motoria. Tra gli indirizzi del Ministero c’è anche quello di ridefinire l’attività sportiva scolastica. Nella convinzione che l’apprendimento di un corretto stile di vita aiuti i ragazzi a crescere in maniera sana e armonica. Parallelamente, bisognerà permettere ai cosiddetti studenti-atleti (che praticano uno sport a livello agonistico, non sempre riuscendo a seguire la scuola) di completare con profitto il percorso scolastico). “La carriera di un atleta – dice Bussetti – è relativamente breve e bisogna dotare anche loro di un titolo di studio da spendere successivamente”.roma scuola santa maria morto studente

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