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Riforma Scuola 2018, programma Pd e M5S: accordo impossibile? Le linee guida

La formazione del Governo passa dal mandato esplorativo affidato a Roberto Fico, Presidente della Camera, per stabilire o meno la presenza di un possibile accordo politico tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. I due grandi rivali degli ultimi cinque anni di politica potrebbero finire insieme a Palazzo Chigi, giocando scacco matto nei confronti della Lega e di Forza Italia. Ma andiamo a spulciare i punti in comune – se presenti – dei programmi elettorali di Movimento 5 Stelle e Partito Democratico per quanto concerne il mondo della scuola. Già da questa prima analisi si può notare l’ampia forbice di differenza tra le due correnti politiche…

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Riforma Scuola 2018, il programma del Movimento 5 Stelle per gli insegnanti

Qualora il Movimento 5 Stelle dovesse arrivare a tutti gli effetti al Governo per il quinquennio 2018 – 2013 vorrà apportare diverse modifiche per quanto concerne il mondo della scuola e, nello specifico, gli insegnanti. Quali sono i punti cardine che lo scorso 28 febbraio l’aspirante ministro dell’Istruzione, Salvatore Giuliano, ha indicato in conferenza? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

  • abrogare la chiamata diretta ed eliminare gli ambiti introdotti dalla Legge n.107 del 2015, c.d. “Buona Scuola”;
  • monitorare il percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT), per un’eventuale riduzione da tre a due anni (uno formativo e uno dedicato all’esperienza sul campo) ed eventuali revisioni dei requisiti di accesso;
    censire i precari ancora presenti nelle varie graduatorie, soprattutto nelle classi di concorso in esubero (diritto, storia dell’arte, musica…), ai fini di attuare un programma di assunzione il più possibile rispondente al fabbisogno delle scuole;
  • incentrare la formazione iniziale dei docenti sugli aspetti didattici e metodologici della professione, sull’utilizzo delle nuove tecnologie e sulle importanti sfide a cui saranno chiamati i cittadini di domani e per cui saranno fondamentali l’educazione civica, ambientale, alimentare e l’educazione alle emozioni, all’affettività, alla parità di genere e alla sessualità consapevole.
  • ripristinare l’inserimento dei docenti idonei ai concorsi nelle graduatorie di merito;
  • Il piano di assunzioni straordinario della L.107 su base nazionale e gestito da un algoritmo fallato e fallace ha creato gravi distorsioni nella distribuzione nazionale dei docenti, creando un esodo forzato di docenti perlopiù dal Sud al Nord, per la maggior parte delle volte ingiustificato. Bisogna prevedere, dopo aver analizzato i dati, un piano per eliminare le suddette distorsioni, in considerazione delle reali necessità delle scuole anche alla luce dei provvedimenti previsti nel presente programma in merito agli organici.

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Riforma Scuola 2018 Partito Democratico: i 5 punti chiave

Il Partito Democratico, dopo aver realizzato la Buona Scuola con la Legge 107, non può certamente puntare a sostituirla ma non nasconde che potrebbero essere effettuate delle migliorie. Ma quali sono i punti cardine del Partito Democratico per il nuovo sistema scolastico? Ecco quanto previsto inizialmente nel programma:

  • Proporre l’assunzione di 10 mila ricercatori di TIPO B nei prossimi 5 anni. Una misura che è fondamentale per affrontare i punti di crisi dell’università (divari territoriali e offerta formativa).
  • Negli ultimi 5 anni, stanziati 10 miliardi di euro sull’edilizia scolastica (più sicurezza), per complessivi 11mila interventi. Il PD intende stanziare una cifra analoga per la prossima legislatura.
  • Portare a centomila gli studenti degli ITS (istituti tecnici superiori): nel tempo dell’intelligenza artificiale e della robotica, il futuro dell’Italia parte dalla formazione e dalle competenze.
  • Potenziare l’offerta di tempo pieno nelle scuole elementari, portando in particolare i livelli del Mezzogiorno a quelli medi del Centro-Nord.
  • Liberare la scuola e i dirigenti scolastici da compiti e funzioni non strettamente connessi al “fare scuola”, in modo che possano concentrarsi sulle attività didattiche e formative.

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