di MiDa

Riordino Province, Avellino si ribella


 

In migliaia (qualcuno dice 5mila) per strada, nonostante il giorno feriale, gli uffici e le scuole aperte (non piene causa sciopero). Molti con la sciarpa dell’Avellino Calcio al collo, altri con bandiere e drappi. Rigorosamente biancoverdi. Il simbolo dell’Irpinia.

Avellino Calcio

Si sono visti pure fumogeni e sentiti petardi. Ma stavolta il popolo irpino, per tradizione acceso, folkloristico e fin troppo caloroso quando si parla della squadra di calcio (per gli avellinesi il vanto di sempre al confine tra sacralità ed orgoglio), è sceso a manifestare per il suo territorio. Che ama e che vuole ancora capoluogo, a dispetto del decreto legge varato dal Governo e che, in virtù di un comma considerato di troppo, accorpa il Sannio all’Irpinia, cedendogli però il capoluogo (Benevento).

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Succede allora che la rivalità nel mondo del calcio mai sentita dagli irpini con i cugini sanniti (almeno così dicono) si accende per motivi “amministrativi”. “Siamo il doppio per popolazione ed estensione – dicono dal corteo – Ci sentiamo presi in giro. E non ci stiamo”. Lo hanno urlato a squarciagola. Civili, compatti, rumorosi hanno attraversato le principali strade della città per ribadire che “ Avellino non si tocca”.

MANIFESTAZIONE: NIENTE CALCIO E POLITICA. Nonostante megafoni, petardi e sciarpe a volontà, il corteo non si è riconosciuto sotto alcuna sigla politica. Tantomeno, hanno tenuto a precisare gli ultras avellinesi ( tantissimi a guidare un fiume di persone), calcistica. L’Avellino, per una volta, segue a ruota. D’altronde su internet la richiesta era stata gentile e ferma: nessuna bandiera politica. La protesta non conosce appartenenza se non quella territoriale. Qualche esponente politico, per la verità, ha pure tentato di entrare nel vivo del serpentone venendo, però, cortesemente “invitato” a farsi da parte.

 

Il consigliere comunale di Avellino, Luigi Ercolino, in testa alla manifestazione

 

TAPPA ( E PROTESTE) SOTTO ALLA PROVINCIA. Il corteo, partito da Via Pescatori, si è chiuso nel cuore del capoluogo, in piazza Libertà, sede della Provincia. Sono volati e rimbombati cori di scherno ed inviti, espliciti, a farsi un esame di coscienza. Invito esteso a tutta la rappresentanza politica irpina ritenuta “non all’altezza della situazione”.

PRIMI IN ITALIA. Quella organizzata ad Avellino è la prima, vera forte fronda contro il decreto sul riordino delle Province. Il gruppo nato su facebook ( Avellino Capoluogo) ha sfondato le 20mila unità. Il più folto dello Stivale. E l’impressione, largamente condivisa, è che se la “marcia” fosse stata programmata in un giorno festivo si sarebbe bloccata mezza Provincia.
La protesta, fortissima, ha già fatto il giro dello Stivale. E, probabilmente, fa da apripista ad altre città che vivono le stesse emozioni, sentono lo stesso orgoglio e vogliono esprimerlo. Con civiltà ma a voce alta.

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