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Riotta querelato per un Tweet: la vicenda, i precedenti e i rischi

In realtà Riotta ha in parte riassunto la vicenda letta in un articolo di Repubblica a firma di Carmelo Caruso, ma nel suo tweet ha aggiunto la parola lottizzato che il giornalista di Repubblica non ha utilizzato. Quindi non di un ritweet (RT) si tratta ma di un “tweet” vero e proprio. L’articolo non trovabile subito dopo la notizia della querela adesso circola nel web (immagine qui sotto).

Repubblica Caruso Grillo Riotta

Posizione di ritwittatori hanno invece coloro che hanno riportato il tweet di Riotta. Ad oggi non sappiamo se anche costoro verranno querelati dall’avvocato Giarrusso. La questione però ci impone delle domande, in considerazione del gran numero di utenti che accedono a Twitter. Sapere infatti a cosa si va incontro twittando e ritwittando potrebbe tornarci utile.Sarebbe la prima querela in Italia in questa materia.

La natura del RT non è da considerarsi una semplice citazione ma adesione e condivisione con i propri followers, diffondendolo, amplificandolo. Quindi lo si fa proprio assumendosi personalmente la responsabilità del contenuto. Se invece nel condividere si aggiunge un dissenso o un invito ai propri followers ad esprimersi sul contenuto, si ha una citazione. Anche se inopportuno liberarsi della responsabilità del contenuto con una parola in più apposta all’originale.

In Inghilterra abbiamo un precedente molto recente risalente al 2 Novembre scorso un canale della BBC, Newsnight, ha mandato in onda un servizio secondo il quale un illustre esponente dei Conservatori degli anni ’80 era accusato di pedofilia. Il nome del presunto pedofilo cominciò a circolare su twitter. The Guardian scoprì che il servizio era falso. Il 10 novembre la BBC vede dimettersi il suo direttore generale George Entwistle, il 15 novembre annuncia di accettare il pagamento di 185.000 sterline alla persona ingiustamente additata.

Gli avvocati di Lord Alistar McAlpine, l’accusato, annunciano di voler citare in giudizio tutti coloro che hanno twittato o ritwittato il nome del loro assistito dandogli del pedofilo, circa mille persone di questi 900 avevano ritwittato. Recentemente gli stessi legali hanno fatto sapere che il loro assistito è disposto ad accettare una somma di 5 sterline a persona con scuse pubbliche. Il risarcimento andrà in beneficenza. Tutti gli altri saranno citati in giudizio per diffamazione. È una storia estera , ma è quello che ci aspetta nel prossimo futuro anche in patria.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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