di M.B. Michela in , ,

Roberta Ragusa, Antonio Logli: nuova vita da impiegato al Comune di San Giuliano


 

Roberta Ragusa, Antonio Logli: nuova vita da impiegato al Comune di San Giuliano. Assunzione che ha destato molto disappunto, visto che l’uomo è stato condannato in primo grado a 20 anni di reclusione per l’omicidio della moglie e la distruzione del suo cadavere

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Caso Roberta Ragusa news: è iniziata la nuova vita di Antonio Logli, il marito condannato in primo grado a 20 anni di carcere per il suo omicidio. La donna era scomparsa dalla sua abitazione nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012 e il suo corpo non è mai stato ritrovato. Logli attende da uomo libero l’inizio a marzo prossimo del processo d’appello a suo carico, è da oggi ha un nuovo lavoro. Da elettricista della Geste e istruttore di scuola guida a impiegato nell’ufficio dei vigili urbani del comune di San Giuliano Terme (Pisa), dove risiede, per aver vinto una causa intentata anni fa proprio contro l’Amministrazione comunale, che avrebbe commesso presunte irregolarità nell’assunzione del personale.

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Il suo nuovo impiego consisterà in un ruolo da amministrativo che non avrà contatti con il pubblico, affinché l’impiegato possa tornare ad una vita lavorativa a riparo da occhi indiscreti. Antonio Logli si è presentato oggi 9 gennaio, alle 8, in Comune, dove ha svolto la sua prima giornata di lavoro in qualità di amministrativo, dopo il reintegro deciso dal giudice del Tribunale di Pisa, come da accordi stipulati tra il nuovo assunto e la giunta comunale.

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“Il signor Logli era un dipendente comunale e ha partecipato ad una selezione interna. C’è stato un problema nella graduatoria e dopo tre processi Logli è tornato dove avrebbe dovuto essere nel 2007, ancor prima del caso Ragusa” , ha puntualizzato il suo avvocato Linda Sozzi, precisando che questa vicenda lavorativa è distinta dall’inchiesta giudiziaria che vede Logli imputato per l’omicidio della moglie. Il processo di appello è fissato per il prossimo 14 marzo a Firenze: i legali di Antonio Logli mirano a ribaltare la sentenza di primo grado. Il processo si svolgerà, così com’è stato quello di Pisa, a porte chiuse con rito abbreviato. L’imputato si è sempre dichiarato innocente e completamente estraneo ai fatti contestati.

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