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Roberta Ragusa news processo Logli: fu omicidio premeditato? Indiscrezioni su sentenza d’Appello

Scomparsa Roberta Ragusa ultime notizie: manca poco alla sentenza di secondo grado a carico del marito imputato. Antonio Logli, già condannato a 20 anni reclusione per omicidio volontario e distruzione di cadavere, si dichiara da sempre innocente ed è ora imputato nel processo d’appello la cui sentenza sarà pronunciata dalla Corte d’assise d’appello di Firenze il prossimo 14 maggio.  Cresce l’attesa per la sentenza, e intanto in queste ore emerge una indiscrezione giornalistica su come potrebbero andare le cose per l’imputato, che spera nell’assoluzione. Esisterebbe infatti il rischio che la Corte avalli il quadro probatorio della Procura, ovvero che Logli abbia premeditato il delitto della moglie. Ne parla sul gruppo Facebook “Giornalismo investigativo” il cronista del Corriere della Sera, Fabrizio Peronaci. Il procuratore generale di Firenze ha già chiesto alla Corte d’appello di confermare la condanna emessa dal Gup del tribunale di Pisa in primo grado, ovvero 20 anni di reclusione; pena, questa, ridotta di un terzo poiché trattasi di un processo con rito abbreviato. Nell’ultima udienza del 28 marzo, la difesa di Antonio Logli ha chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto. La procura generale, invece, non solo ha chiesto la conferma della condanna a 20 anni inflitta a Logli a dicembre 2016, ma anche la custodia in carcere immediata per l’imputato.

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Peronaci su ciò che potrebbe accadere il 14 maggio scrive: “Filtra un’anticipazione di un certo rilievo sulla sentenza di secondo grado del caso Ragusa”. Secondo il giornalista, in sostanza, potrebbe essere contestata all’imputato anche la premeditazione del delitto, in relazione a un fatto: “Ad acquistare centralità è un antefatto che risale ai giorni precedenti l’omicidio di Roberta, avvenuta la notte del 13 gennaio 2012. Un episodio di cui la vittima parlò con alcune amiche e la sua dottoressa: si tratta della “strana” caduta dalla scala del marito, Antonio Logli, il quale, la mattina del 10 gennaio, mentre riponeva in soffitta uno scatolone con gli addobbi natalizi, perse l’equilibrio e travolse la moglie, facendola ruzzolare violentemente a terra e rischiando di ucciderla. Incidente o atto doloso?”.

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Un episodio che potrebbe pesare come un macigno nella sentenza di secondo grado a carico di Logli. In quella strana ‘caduta’, Antonio Logli, mentre stava sistemando alcuni oggetti nella soffitta, perse l’equilibrio e cadde dalla scala andando a finire addosso alla moglie che cadde per terra facendosi male. La donna si spaventò molto e appuntò l’episodio nella sua agenda, con questa parola: “TRAGEDIA!!!”. Roberta Ragusa ebbe forse la sensazione che il marito voleva ucciderla inscenando un incidente domestico? Il dubbio c’è sempre stato negli inquirenti, è agli atti. “Ora, sarebbe proprio quel ruzzolone dalla scala retrattile” – scrive Fabrizio Peronaci su Facebook riferendosi a delle indiscrezioni provenienti dagli ambienti giudiziari fiorentini – “ad assumere una valenza decisiva ai fini del verdetto del 14 maggio”. “Non è che Logli, cadendo rovinosamente addosso alla moglie, stava tentando di portare a compimento un piano omicida?” – si chiede Peronaci – “Lo stesso tragicamente attuato tre giorni dopo, al culmine della lite scoppiata dopo che Roberta aveva scoperto di essere tradita?”. Il 14 maggio, giorno della sentenza di secondo grado, ne sapremo certamente di più.

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