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Roberto De Luca, indagato per corruzione, si dimette da assessore a Salerno

Roberto De Luca, assessore al bilancio della città di Salerno e figlio del governatore campano Vincenzo De Luca, si è dimesso dalla sua carica. L’abbandono dopo l’avvio di un’indagine a suo carico per il reato di corruzione, in un’intricata vicenda di appalti per lo smaltimento dei rifiuti portata alla luce da una brillante inchiesta giornalistica di Fanpage.it Le dimissioni del minore dei figli del governatore campano dovranno ora essere ratificate dal sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli.

L’annuncio di Roberto De Luca è arrivato questa mattina al Grand Hotel di Salerno dove il Partito Democratico stava presentando i suoi candidati alle elezioni politiche del 4 marzo, c’era anche il fratello di Roberto, Piero De Luca, candidato proprio con il Pd. «Rimetto il mio mandato nelle mani del sindaco. Ho ricevuto attestati di stima e solidarietà, anche da tanti avversari politici, dopo la vicenda oscura in cui sono stato coinvolto. È chiaro a tutti che è stata messa in piedi una provocazione vergognosa. Ma non intendo offrire alibi a nessuno, né pretesti per operazioni di aggressione politica», ha detto De Luca jr. L’inchiesta di Fanpage.it documenta, tra altri episodi di presunta corruzione, un incontro di Roberto De Luca con alcune persone, nel suo studio privato di Angri. In questa circostanza il giovane assessore al bilancio di Salerno parla, senza averne a tutti gli effetti alcun titolo, dello smaltimento delle ecoballe stoccate nella zona Nord di Napoli. Nella stessa indagine sono coinvolti Angelo Passariello, esponente di Fratelli d’Italia, e il suo segretario, Agostino Chiatto.

Nella videoinchiesta di Fanpage.it l’ex camorrista pentito, Nunzio Perrella, fa da “agente provocatore” fingendosi imprenditore del settore rifiuti interessato a un appalto per lo smaltimento delle ecoballe. Perrella incontra il commercialista Francesco Colletta, amico di Roberto De Luca. Perrella quantifica quella che dovrebbe essere una presunta tangente: «Comunque dentro a questo 11-12 per cento è comprensivo pure Roberto, è così?».«Dieci, quindici non undici», risponde il commercialista e Perrella: «È comprensivo pure Roberto?». Colletta: «Sì massimo il 15». Di qui l’indagine a carico di De Luca jr. – per il quale come per tutti vale la presunzione d’innocenza fino a inchiesta conclusa – e le sue dimissioni.

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L’inchiesta di Fanpage.it è di quelle che lasciano il segno. Scrive il quotidiano online napoletano a proposito della coraggiosa iniziativa:

Nunzio Perrella, ex boss della Camorra, per anni ha gestito il traffico dei rifiuti in tutta Italia. Dopo 21 anni passati agli arresti domiciliari, è tornato ad essere un cittadino libero, e ha proposto allo Stato di infiltrarsi di nuovo nell’ambiente, scegliendo poi Fanpage.it per mostrare il diffuso sistema delle mazzette ai politici negli appalti per la gestione dell’immondizia e mettendo a rischio la sua incolumità e quella dei suoi familiari.

Da parte sua Vincenzo De Luca ha ribadito la sua estraneità ad episodi corruttivi e annunciato la massima disponibilità nei confronti della magistratura. «E’ chiaro a tutti ormai che è stata messa in piedi, con l’ingaggio addirittura di ex camorristi, una provocazione vergognosa – scrive sul suo profilo Facebook – per inquinare e condizionare la campagna elettorale. So io, e sanno tutti, che per quello che mi riguarda non c’è assolutamente nulla di nulla. Noi lavoriamo da sempre all’insegna della correttezza, del rigore, e dello spirito di servizio ai cittadini.»

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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