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Roma donna bruciata viva al parco: interrogato per 3 ore un senzatetto senegalese

Maria Cristina Olivi morta carbonizzata nel parco delle Tre Fontane a Roma, ultime notizie indagini: ascoltato per tre ore in procura un senzatetto senegalese che bivacca proprio all’interno dell’area verde e incolta in cui ha trovato la morte la 49enne romana, prima dell’alba dello scorso venerdì 20 aprile. Il clochard ha riferito agli inquirenti di avere scorto passare quella notte una sagoma umana, ma di non essere riuscito a distinguere nel buio se si trattasse di un uomo o di una donna. Poco dopo il suo passaggio, le fiamme. Per dare l’allarme si sarebbe diretto a piedi presso la sede della municipale ma non sarebbe entrato. Lo conferma il video di una telecamera di sorveglianza della zona che avrebbe ripreso il suo passaggio. E’ andata davvero così? Secondo le indiscrezioni confermate dal programma di Rai 3, Chi l’ha visto?, la testimonianza del senzatetto sarebbe stata considerata “attendibile” dal magistrato.

roma donna carbonizztaa

In effetti il testimone si è recato negli uffici della polizia municipale di Roma 70 per segnalare quanto aveva visto, non è chiaro però perché non sia entrato per farlo. Ricordiamo infatti che a dare l’allarme facendo giungere nel parco inquirenti e Vigili del fuoco, quando il corpo della povera donna stava ancora bruciando, è stato un uomo che alle 7:30 del mattino stava facendo jogging e si è trovato casualmente davanti quella scena raccapricciante.

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Il testimone (l’unico per ora) avrebbe inoltre riferito di aver “visto tre persone fuggire dal luogo dell’incendio”, ma del suo racconto alla Squadra mobile, privo di ulteriori dettagli, non sarebbe stato trovato al momento alcun riscontro oggettivo. Il senegalese vive accampato sotto il viadotto di viale Aldo Ballarin, proprio di fronte a dove è stato scoperto il cadavere della donna. Al momento si indaga a carico di ignoti per omicidio volontario, in realtà l’ipotesi del suicidio non sarebbe stata ancora accantonata dagli inquirenti. Maria Cristina Olivi la notte in cui è morta è uscita di casa lasciando la porta del suo appartamento socchiusa: un particolare strano, che desta sospetti e che potrebbe significare che la donna sia uscita di fretta, o che qualcuno l’abbia fatta uscire. Quando si è avviata per strada per poi arrivare al parco, raggiungibile a piedi in pochi minuti, aveva con sé la una borsa di colore scuro, trovata distante dal suo corpo carbonizzato e contenente portafogli, cellulare e documenti. L’ipotesi della aggressione a scopo di rapina, dunque, non sembra plausibile.

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