di Valeria Panzeri in

Salvador Dalì: riesumato il corpo per il test di paternità, i baffi sono ancora perfetti


 

Riesumato il corpo di Salvador Dalì per un esame di paternità: i baffi sono rimasti perfetti

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I giudici poche settimane fa si erano espressi: “Riesumate il corpo di Salvador Dalì” ed ora è stato fatto. Tutto nasce dalle asserzioni di una donna di 62 anni che si dice convinta di poter dimostrare che il genio surrealista della pittura fosse suo padre. Maria Pilar Abel Martínez ha fatto causa alla Fondazione Gala Dalì e al Ministero delle finanze spagnolo – in quanto unici attuali eredi di Dalì, che ufficialmente non ha avuto figli – sostenendo che sua madre, domestica di una facoltosa famiglia di Figueres, avrebbe avuto una relazione clandestina con il noto avanguardista mentre era sposato con la moglie Gala. La figlia illegittima sarebbe venuta alla luce in queste circostanze e, non essendoci allora strumenti per indagare il Dna, la madre si sarebbe rassegnata ad arrangiarsi come poteva.

Il maestro del Surrealismo era stato imbalsamato 28 anni fa, alla morte, dal medico legale Narcis Bardalet che si è occupato con dovizia anche dei suoi celebri baffi. L’uomo ha raccontato dell’ottimo stato di conservazione in cui si trova il cadavere ora che è stato riesumato come disposto dal giudice per fare chiarezza sulla questione della paternità. “I baffi indicano sempre le ore 10 e 10 come desiderava lui. E’ un miracolo. I suoi baffi sopravviveranno nei secoli” ha detto alla radio catalana RAC1.  I professionisti incaricati di prelevare campioni di tessuti dal cadavere hanno estratto dal corpo di Dalì unghie, capelli e due ossa che saranno inviati all’Istituto Tossicologico Nazionale di Madrid allo scopo di sequenziare il Dna e scoprire se Pilar dice il vero. Ad esami effettuati il cadavere verrà nuovamente ricomposto e risistemato nella tomba. Tutti i medici e genetisti che stanno lavorando al caso hanno dovuto consegnare i cellulari allo scopo di evitare che trapelassero foto non autorizzate del corpo dell’artista.

Se sarà riconosciuta come figlia di Dalì ad Abel spetterà il 25% dell’eredità del genio surrealista che, non avendo figli, aveva deciso di lasciare tutto allo stato spagnolo designando la Fondazione Gala-Dali come amministratore del mastodontico patrimonio. Ma non sono soltanto rose: infatti la Fondazione ha già stabilito e formalizzato che chiederà ad Abel di pagare danni e spese provocati dalla sua richiesta in paternità e in particolare dall’esumazione nel caso non si trovassero corrispondenze genetiche tra il suo profilo e quello di Salvador Dalì. Probabilmente tale monito serve anche da incentivo futuro per chiunque intenda rivendicare famosi diritti di paternità.

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