di Alessandra Solmi in , ,

San Pietro in Casale e il caso accoglienza migranti, intervista esclusiva al vicesindaco Raffaella Raimondi: “I minorenni non saranno mai lasciati soli”


 

Scoppia il caso accoglienza migranti a San Pietro in Casale e le proteste di alcuni cittadini arrivano anche su diversi telegiornali nazionali. Ecco cosa sta succedendo nel comune della provincia di Bologna secondo il racconto del vicesindaco Raffaella Raimondi intervistata in esclusiva da UrbanPost.

San Pietro in Casale

A San Pietro in Casale, nella bassa bolognese, si è acceso il caso accoglienza migranti. La protesta di alcuni cittadini preoccupati per la loro sicurezza e tranquillità è finita sui vari telegiornali nazionali. Noi di UrbanPost abbiamo intervistato il vicesindaco Raffaella Raimondi, nonché assessore alle politiche sociali e scolastiche, per capire cosa stesse accadendo presso “Il Ghetto“, a San Pietro in Casale e come il Comune stesse cercando di tranquillizzare gli abitanti della piccola frazione.

Quale è la situazione attuale a San Pietro in Casale? Come mai è scoppiato il caso accoglienza migranti? 

Da marzo abbiamo aderito ad un progetto di Città Metropolitana per coordinare l’ accoglienza ai profughi, in particolare, in questo caso,  quella di minori stranieri non accompagnati. Sono bambini e ragazzini che attraverso una cooperativa sociale (dalla nota diffusa dello stesso Comune si apprende che sarà la Cooperativa Sociale Camelot ad occuparsi di tutto), che garantisce una tutela per i minori, potranno vivere presso i nostri territori. Una parte della popolazione, i vicini di casa della struttura di accoglienza, stanno protestando da alcuni giorni per una cosa che ancora non è certa. I migranti non sono ancora giunti presso la struttura; arriveranno forse fra qualche mese. Al contrario di quanto si dice in alcuni articoli, infatti, non è assolutamente vero che i minori saranno sul nostro territorio da mercoledì, da sabato oppure da domani stesso. Ci dispiace molto che questi cittadini abbiano avuto una informazione distorta o quantomeno una cattiva informazione di quello che è il nostro progetto. Noi vogliamo parlare con loro. Stiamo organizzando un incontro per la prossima settimana per spiegare la situazione e discuterne insieme. 

Le proteste sono incentrate sulla sicurezza degli abitanti della zona e su quella dei minori. I vicini di casa della struttura sottolineano come il luogo scelto non sia servito da mezzi pubblici e non sia vicino ad alcuna struttura. E’ davvero così?  

Il tema della sicurezza per chi abita nella zona e per chi arriverà nella struttura avrà presto una risposta molto chiara e precisa. Ciò che bisogna far capire molto bene alla gente è che i minorenni che arriveranno non saranno mai lasciati da soli. Assieme a loro ci sarà sempre un educatore della Cooperativa che li tutelerà ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette. Ogni minore sarà accompagnato in ogni suo passo. Da parte della Cooperativa stessa c’è, come sempre, la disponibilità di mettere al servizio dei bambini e ragazzini un mezzo di trasporto per accompagnarli a scuola e alle varie attività ludiche e ricreative che magari non sono raggiungibili a piedi e si trovano in centro al paese o presso il centro sportivo. Il discorso di avere un punto di riferimento, ma anche di tutela, adulto c’è, anzi, a dire il vero, è proprio il presupposto a cui ruota attorno tutto l’intero progetto.

Quando arriveranno quindi i migranti a San Pietro in Casale?

Ragionevolmente fra qualche mese. La struttura non è un centro di accoglienza straordinario in cui la Prefettura, da un giorno all’altro, per una questione di emergenza mondiale assegna ai territori determinate persone. Questo è un progetto che costruiamo insieme alla Città Metropolitana, insieme ai soggetti che ci vogliono stare con la Cooperativa Sociale che ci dà queste garanzie di tutela.

Ci sono già alcune politiche che il Comune sta adottando per organizzarsi per il prossimo futuro? 

Da anni sul territorio si ospitano migranti. E’ la prima volta però che accogliamo gruppi di bambini così piccoli. I progetti in un territorio come il nostro, ricco di servizi soprattutto dedicati all’infanzia e all’adolescenza, di certo non mancano. Si tratterà di confrontarci con le associazioni di volontariato e le associazioni sportive e lavorare insieme per dare a questi ragazzi un futuro migliore e comunque lontano dalle guerre. 

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