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San Valentino: cosa succede quando ami?

MySecretCase.com nasce nel 2014 come primo sexy shop online al femminile in Italia e da subito, tra blog, eventi e workshop “curiosi”, riesce ad affermarsi come punto di riferimento per una discussione a 360° sul mondo della sessualità. Il suo team 100% in rosa vi racconterà con ironia e puntualità tutto quello che ancora non sapete sulla grande “S”. Soddisfare la vostra curiosità sarà il nostro più grande piacere: ecco a voi dunque la trentesima “puntata” di Secret Love, buona lettura!

Il 14 febbraio sta arrivando e con lui la speranza (o la voglia) di festeggiare un nuovo amore (ed ecco qualche idea sexy per San Valentino). Già ma cosa significa esattamente “innamorarsi”? Se non sentiamo più le famose farfalle vuol dire che non amiamo più? Nel frattempo mettete insieme un po’ di dopamina e di actocina, versateci sopra un goccio di serotonina, miscelate con adrenalina e noradrenalina e avrete un cocktail di sostanze che un tossicodipendente a confronto è un prelato di campagna. L’amore è questo speciale farmaco e la sua overdose quella che noi chiamiamo “la fase dell’innamoramento”.

Innamoramento” e “infatuazione”, a livello cerebrale, coincidono perfettamente. Se ci svegliamo eccitati, dormiamo male e mangiamo poco, sentiamo le farfalle nello stomaco e ci tremano le gambe, è perché si verificano, in contemporanea, la comparsa della dopamina, l’aumento dell’ossitocina, il calo della serotonina, la chiusura della corteccia frontale e lo spegnimento dell’amigdala e della corteccia mediale temporale.

Prima fase: l’innamoramento

Dalla dopamina dipendono l’eccitazione, l’euforia e la dipendenza tipiche di quando si assume cocaina; dall’ossitocina, il cosiddetto “ormone dell’orgasmo”, l’attaccamento e un istintivo senso di legame, vicinanza e fiducia; dai bassi livelli di serotonina, tipico del disturbo ossessivo-compulsivo, l’ansia e l’agitazione; all’adrenalina, invece, si devono l’iperattività e la tensione che fanno perdere il sonno; alla chiusura della corteccia frontale l’incapacità di fare valutazioni e la mancanza di lucidità (pericolosissima) e all’amigdala l’incoscienza, o meglio l’impossibilità di cogliere eventuali pericoli e insidie.

Seconda fase: la scoperta

Dopo la prima fase, subentra il cosiddetto “amore romantico”, meno drammatico certo, ma anche meno rischioso. Qui, a governare, è il sistema limbico, il centro emotivo del cervello. I valori si normalizzano e la sensazione prevalente è la serenità. Non controllate più il telefono ogni 5 minuti per vedere se vi ha scritto né sentite il bisogno di vederla/o tutte le sere.

Terza fase: la stabilità

Spesso crediamo che la tempesta ormonale riguardi solo la prima fase – che, in effetti, è la più vistosa a livello sintomatico – ma anche nelle relazioni a lungo termine il nostro corpo continua a produrre sostanze chimiche. La vasopressina, ad esempio, che è un ormone legato a sentimenti di calma e sicurezza, ma anche al senso di protezione e alla fedeltà, senza i quali non riusciremmo fisicamente a far durare la nostra storia a lungo. E poi, ancora, l’ossitocina, che rafforza i legami emotivi e costruisce l’empatia.

Insomma, altro che “ti amo con tutto il cuore”: a ben vedere il cervello è l’organo numero uno a cui attribuire ogni nostro moto interiore. E che poi il cuore batta forte, è un altro discorso!

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