di Michela Becciu in , , ,

Sarah Scazzi news Ivano Russo, intervista esclusiva al suo avvocato: la verità sui rapporti con Sabrina Misseri


 

Sarah Scazzi, Ivano Russo presto a processo: intervista esclusiva di UrbanPost al suo avvocato, Francesco Mancini. La verità sui rapporti con Sabrina Misseri

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La terribile vicenda relativa all’omicidio di Sarah Scazzi non può dirsi ancora definitamente conclusa. Sebbene infatti la Corte di Cassazione abbia confermato gli ergastoli per Sabrina Misseri e Cosima Serrano e le condanne per gli altri imputati tra cui Michele Misseri, la parola ‘fine’ su questa atroce storia non può essere ancora pronunciata.

Il prossimo 3 aprile avrà inizio il processo a dodici persone – tra cui Ivano Russo e Michele Misseri – indagate nell’ambito dell’inchiesta Scazzi bis e rinviate a giudizio perché accusate a vario titolo di avere rilasciato false attestazioni ai magistrati. Ivano Russo, reputato nei tre gradi di giudizio il ‘movente del delitto’ in quanto conteso tra Sabrina e Sarah, entrambe invaghite di lui – secondo la Procura sarebbe stato reticente e avrebbe sminuito l’entità del suo rapporto con Sabrina per tutelarla.

A tal riguardo, in vista dell’imminente processo, UrbanPost ha intervistato l’avvocato Francesco Mancini, che insieme al collega Alfredo Russo difende Ivano Russo. Ecco come ha risposto alle nostre domande:

Qual è stato il commento di Ivano Russo alla sentenza della Cassazione che ha confermato i due ergastoli? Lui crede nella innocenza di Sabrina Misseri? 

“Naturalmente con Ivano mi sono ritrovato a fare il punto su questa sentenza che, come tutte le sentenze, va rispettata perché se con la Corte di Cassazione gli ergastoli sono stati confermati per la terza volta, sicuramente ci saranno tutti i motivi a supporto di questa sentenza, dura, sì, e che sicuramente rende giustizia alla piccola Sarah. Ivano è sicuramente più interessato a difendersi dall’ingiusto processo a suo carico e ai suoi familiari quale appunto quello della falsa testimonianza, perché lui si tiene lontano dal giudicare la colpevolezza o meno di Sabrina. Certamente oggi il rapporto con Sabrina è nettamente differente da quello che era tra i due un tempo, e certamente anche Ivano ha nutrito dei dubbi sul fatto che questa famiglia (tutti e tre, Sabrina, Cosima e Michele Misseri ndr) sia implicata nel delitto: Sarah entra viva in quella casa e sicuramente ne esce morta”.

 

Da quando Sabrina è stata arrestata, Ivano ha mai avuto contatti con lei? È mai andato a trovarla in carcere?

“Assolutamente no. In questi anni Ivano ha dato sempre la massima disponibilità alla signora Concetta Serrano (madre di Sarah Scazzi ndr); ha lanciato 2-3 appelli in questi anni. Non ha capito perché la signora Concetta non li abbia accolti ma rispetta il suo atteggiamento. Ha sempre rinnovato piena disponibilità perché anche Ivano, così come i familiari della piccola Sarah, vuole che per lei sia fatta giustizia”.

A proposito del rapporto tra il suo assistito e Sabrina: Ivano è accusato di essere stato reticente con i magistrati e di avere in qualche modo sminuito l’intensità del rapporto che aveva con Sabrina all’epoca dei fatti. Ivano ha quindi omesso qualcosa oppure ha già raccontato tutta la sua verità a giudici e inquirenti? 

“Posso tranquillamente confermare che ha raccontato tutto, non ci sono scoop nascosti o altro. Purtroppo Ivano ha pagato a caro prezzo lo scotto per essere una persona riservata, e possiamo ribadirlo con chiarezza che in questa brutta vicenda Ivano è l’unico che non ha cavalcato l’onda della clamore mediatico – come invece hanno fatto altri in maniera poco edificante – e ha pagato a caro prezzo il non aver voluto, nelle prime fasi delle indagini e nel processo, soffermarsi sull’incontro di carattere sessuale che c’era stato tra i due (lui e Sabrina ndr). Perché mi chiederà lei: beh, sia lui che Sabrina vengono da un piccolo paese, che è Avetrana, dove per una donna soprattutto, più che per un uomo, prestarsi così ad un incontro sessuale fugace deponeva a sfavore della ragazza, della sua reputazione, quindi Ivano si è reso colpevole di aver taciuto solo all’inizio questa vicenda, l’incontro sessuale tra i due. Ma dopo non c’è stato altro”. 

Quindi, come ha stabilito anche la Cassazione, il ‘rifiuto’ di Ivano ha innescato il movente dell’omicidio? Sarah ha pagato per aver reso pubblica in paese questa vicenda così intima ed umiliante riguardante la cugina?

“Questo purtroppo non è dato saperlo con certezza né a me né ad Ivano. Sicuramente la Corte ha dato un certo valore a questo episodio, e guardi questa è una domanda davvero difficile e non so darle una risposta, perché effettivamente non sappiamo con certezza cosa sia accaduto quel giorno quando Sarah è entrata in quella casa …”.

Secondo le indiscrezioni Ivano il 26 agosto 2010 sarebbe stato nella villetta dei Misseri intorno alle 14 ed avrebbe assistito alla furiosa lite tra le due cugine, per poi dileguarsi poco prima che Sarah venisse uccisa. È vero?

“Assolutamente no. Purtroppo non sappiamo come ma si tratta solo di una notizia di carattere giornalistico perché a livello processuale è stato fugato ogni dubbio sulla presenza di Ivano in quella casa: si è appurato che Ivano a quell’ora si trovava a casa sua. Ci sono i tabulati telefonici che attestano questo”.

Quindi Ivano quella mattina non ha mai visto le due ragazze litigare? 

“Smentisco categoricamente, no. Ivano quel giorno certamente non ha incontrato né la piccola Sarah né tanto meno Sabrina”.

Ivano come giustifica le intercettazioni ambientali in cui cerca di indirizzare e ‘pilotare’ la madre sulle cose da dire ai magistrati prima di essere sentita come persona informata sui fatti?

“Guardi non lo ha fatto di certo per paura o per nascondere o smentire qualcosa … il problema è che la madre non ricordava di preciso cosa fosse accaduto quel giorno. Ivano cercava semplicemente di ragguagliare e solleticare la memoria della madre che aveva fatto confusione con i vari episodi. Elena Baldari è una signora di 60 anni e per la prima volta si è trovata catapultata in un procedimento giudiziario che è più grande di lei, e logicamente in buona fede ha cercato quanto meno – anche sbagliando – di tutelare il figlio ma non di nascondere qualcosa alla Giustizia”.

Ivano Russo quindi si presenterà in aula e ripeterà ai giudici quanto già dichiarato nei due processi sull’omicidio di Sarah Scazzi? Non ci sono delle novità, delle nuove dichiarazioni?

“No, no. Assolutamente no. Noi eravamo fiduciosi che già nella fase delle indagini preliminari questa vicenda potesse essere – almeno nei confronti di Ivano, di suo fratello, di sua cognata e di sua madre – potesse trovare la via dell’archiviazione ma purtroppo questo non è stato possibile. Certamente non facciamo una colpa al Gip perché in questo procedimento è bene che si faccia chiarezza fino in fondo. Ivano porterà avanti la linea seguita da subito, ripetendo di aver detto tutto ciò che sa; chiariremo ciò che forse in primo grado è stato male interpretato tra ciò che è stato detto in fase di indagine e ciò che è stato riportato al processo in Corte d’Assise. Cercheremo di rendere più chiara la posizione di Ivano”.

 

 

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