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Saronno uomo ucciso a coltellate nel Parco Lura: era un perseguitato, movente delitto insospettabile

Saronno uomo ucciso nel Parco Lura ultime notizie: svolta nelle indagini relative all’omicidio avvenuto lo scorso 18 aprile. La vittima è un 47enne di origine egiziana massacrato a coltellate. Magdy Atalla Beshay colpito con diversi fendenti al petto probabilmente per motivi religiosi. Secondo le indiscrezioni che trapelano in queste ore, infatti, la vittima sarebbe stata un cristiano perseguitato, gli inquirenti starebbero di conseguenza ipotizzando un movente religioso per questo feroce delitto. L’arma del delitto (si ipotizza un coltello di grandi dimensioni) non è stata ancora trovata. Si indaga al momento a carico di ignoti.

L’uomo dopo essersi convertito aveva subito numerosi atti intimidatori ed aggressioni, tanto da essere costretto a emigrare in Italia. L’inchiesta in corso avrebbe già appurato che minacce sarebbero giunte anche alla famiglia che si trova in Egitto. Conferme investigative in tal senso giungono dalla Procura di Busto Arsizio titolare delle indagini. Il 47enne egiziano era un cristiano ortodosso, e sarebbe stato perseguitato dopo essersi convertito in Egitto. Abitava a Saronno (Varese) dal settembre 2017; fu una guardia ecologica a trovare il suo cadavere verso le 22 di martedì 17 aprile mentre con un collega faceva il normale giro di controllo del parco.  Nei pantaloni della vittima, che viveva a poca distanza dal parco, sarebbero stati trovati dei contanti, alcune centinaia di euro, fatto che porterebbe ad escludere il movente della rapina. Le indagini sono state caratterizzate da estremo riserbo, ma cominciano a trapelare alcuni particolari.

Saronno cadavere trovato nel parco Lura: è di un uomo ucciso a coltellate

Beshay era di fede cristiana copta, nel suo Paese d’origine aveva subito minacce e aggressioni, per questo si era rifatto una vita in Italia, a Saronno. Nel suo paese gestiva un negozio di elettronica. L’esercizio però era stato distrutto in un attentato intimidatorio. Dopo l’espatrio nel nostro paese, le minacce sarebbero proseguite anche nei confronti dei familiari rimasti in Egitto. La Procura che sta indagando sul delitto ha ricostruito la vita privata della vittima ed è così riuscita a risalire al movente dell’omicidio. Cadrebbe dunque la pista del delitto maturato nel mondo dello spaccio di droga caldeggiata dagli investigatori nella immediatezza dei fatti.

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