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Sciopero docenti 8 gennaio 2018: insegnanti della scuola di infanzia e primaria incrociano le braccia, ecco i motivi

Sciopero docenti lunedì  8 gennaio. Nella data in cui si torna tra i banchi dopo la pausa delle festività, è, infatti, in calendario uno sciopero dei docenti della scuola Primaria e dell’Infanzia con una manifestazione nazionale a Roma davanti al Miur. La protesta è stata indetta dai Cobas, insieme ad altre organizzazioni di base, contro quella che viene definita la “vergognosa” sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali.

“Questa sentenza – ha spiegato il leader dei Cobas, Piero Bernocchi – pone drammatici problemi, professionali e umani, ai diplomati magistrali. Molti di loro hanno avuto nomine annuali dalle graduatorie a esaurimento, in diversi sono già stati immessi in ruolo, e ora, oltre alla perdita del posto di lavoro, rischiano di ritrovarsi improvvisamente reinseriti in seconda fascia o, secondo un’interpretazione ancora più penalizzante della sentenza, in terza fascia”. Nella giornata odierna, giovedì 4 gennaio, incontro al Miur per trovare una soluzione.

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Sciopero docenti 8 gennaio 2018 motivo: insegnati contro la sentenza del Consiglio di Stato

La protesta degli insegnanti, è stata indetta dai Cobas insieme ad altre organizzazioni sindacali, per protestare contro quella che è stata definita la “vergognosa” sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali. Lo scorso 20 dicembre, il Consiglio di Stato ha stabilito che i docenti che hanno conseguito un diploma magistrale entro il 2001/2002, debbano essere esclusi dalle graduatorie a esaurimento: le liste riservate ai docenti abilitati all’insegnamento per l’assunzione in ruolo. “Questa sentenza – ha spiegato nei giorni scorsi il leader dei Cobas, Piero Bernocchi – pone drammatici problemi, professionali e umani, ai diplomati magistrali”. Secondo quanto riferito da Bernocchi, molti dei diplomati magistrali hanno avuto nomine annuali dalle Gae (graduatorie a esaurimento): “In diversi – ha precisato il sindacalista – sono già stati immessi in ruolo, e ora, oltre alla perdita del posto di lavoro, rischiano di ritrovarsi improvvisamente reinseriti in seconda fascia o, secondo un’interpretazione ancora più penalizzante della sentenza, addirittura in terza fascia”.

Sciopero docenti 8 gennaio 2018: 5300 posti di lavoro a rischio

Le rivendicazioni lanciate dal leader dei Cobas sono rivolte principalmente al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e al governo. Bernocchi ha definito “insopportabile” che Miur e governo non abbiano voluto risolvere un problema serissimo non solo per i lavoratori coinvolti, ma per tutta la scuola italiana che di questi docenti non può assolutamente fare a meno”. Gli insegnanti chiedono ora ai vertici dell’esecutivo che pongano “immediato rimedio (e non rinviando alla prossima legislatura) a questa vergogna che – scrive ancora Bernocchi in una nota – potrebbe portare a un licenziamento di massa di 5300 lavoratori, oltre che a negare la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato ad altri 60 mila”. Infine le richieste per gli insegnanti che sono già operativi dentro la scuola: “Chi è stato immesso in ruolo dovrà mantenere il proprio posto. – conclude il documento – Per chi ha già fatto l’anno di prova, esso vale molto di più di un concorso abilitante. Chi è inserito con riserva nelle Gae deve poter mantenere la propria posizione, così come chi ha avuto un incarico annuale”.

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