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Sclerosi multipla: la CCSVI potrebbe essere causata dalla Clamidia

La CCSVI, ovvero l’insufficienza venosa cronica cerebrospinale è una condizione medica legata alla sclerosi multipla. Un recente studio scientifico condotto da ricercatori australiani ha messo in luce la possibile correlazione tra questa condizione e l’infezione da Clamidia. Sulla rivista scientifica Phlebology è stato infatti pubblicato uno studio sul tema dal titolo ‘Un protocollo antibiotico prolungato per il trattamento dell’infezione persistente da Chlamydophila pneumoniae migliora la circolazione venosa extracranica nella sclerosi multipla’.

Lo studio di coorte non randomizzato è stato condotto per rilevare le differenze di flusso sanguigno sia prima che sei mesi dopo il trattamento con antibiotico per l’infezione da Clamidia. Per lo studio sono stati presi come campione 91 pazienti, di cui il 64 per cento aveva una sierologia positiva alla Clamidia. Dai ricercatori è stato proposto quindi un possibile meccanismo: le ostruzioni venose riscontrate nella sclerosi multipla sarebbero dovuto a una venulite cronica persistente la cui causa risiede nel batterio della Clamidia.

Obbiettivo principale dello studio è stato dunque quello di verificare una correlazione nonché gli effetti di un trattamento antibiotico sul flusso venoso di pazienti affetti da sclerosi multipla. Dai risultati, secondo gli autori dello studio una terapia combinata sarebbe in grado di migliorare la circolazione extracranica nei soggetti con sclerosi multipla: gli individui affetti da Clamidia, inoltre, hanno mostrato effetti significativi dopo la terapia mentre i soggetti negativi all’infezione hanno dimostrato alcuni benefici, questo significa che l’effetto è aspecifico.

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