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Segretario Partito Democratico 2018, Calenda: “Il leader è Gentiloni”

Chi sarà il nuovo Segretario del Partito Democratico dopo l’addio di Matteo Renzi? Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo nel governo uscente, è più che mai presente nel dibattito interno. E oggi dice la sua sulla leadership. “Il leader del Pd oggi è Paolo Gentiloni: ha una popolarità immensamente superiore alla mia e al di là dell’ottimo lavoro che ha fatto al governo dovrà essere il punto di riferimento. E’ il leader. Avremmo dovuto chiarire da subito che Gentiloni era il candidato premier. E’ stato un errore non farlo”. Parole pronunciate nello studio di Porta a porta. Un’accusa indiretta a Matteo Renzi, segretario dimissionario del Partito Democratico.

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Carlo Calenda critica Renzi e il Jobs Act

D’altronde da Calenda aveva accusato Matteo Renzi  già nelle ultime ore per quanto concerne il Jobs act: “Sbagliato non per l’abolizione dell’articolo 18, ma perché contiene un indebolimento degli ammortizzatori sociali”. Calenda ripete di non volersi candidare alla segreteria: “Non penso che una persona che si iscrive al Pd dopo due giorni possa correre a fare il segretario, e non penso che lo possa fare nemmeno nei prossimi sei mesi”. Quanto alle future prospettive di governo, dice: “Un governo Pd-M5S sarebbe un accrocchio tale che durerebbe pochissimo. Non so se a un dato momento Mattarella proporrà un governo di transizione e allora, in quel momento, se tutti i partiti decidono di appoggiarlo credo che anche il Pd dovrebbe sostenerlo, nell’ottica di una responsabilità condivisa per fare la legge elettorale e tornare a votare”.

Maurizio Martina vuole tenere unito il Partito Democratico

Il segretario reggente, Maurizio Martina, prova intanto a mediare con i leader delle diverse anime del Pd soprattutto per evitare una contrapposizione tra renziani e non renziani. E mentre sono iniziate le Assemblee che dovranno coinvolgere tutti e 6000 i circoli Dem presenti in Italia, dice: “Vogliamo tornare nei territori, ascoltare le esperienze delle comunità”. Il partito ha lanciato anche l’hashtag #6000assemblee per incentivare i circoli del Pd a condividere sui social gli esiti delle loro assemblee.

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