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Serena Mollicone news: parla il parente sospettato di concorso in occultamento di cadavere

Omicidio Serena Mollicone parente sospettato news: volgono quasi al termine le indagini relative al delitto di Arce e che vedono ufficialmente indagate 5 persone: l’ex maresciallo dei carabinieri di Arce, Franco Mottola, la moglie Anna e il figlio Marco accusati di omicidio volontario; aggiunti di recente nella lista dei sospettati, l’appuntato Francesco Suprano, accusato di favoreggiamento, e l’ex vice comandante della stazione dei carabinieri, il luogotenente Vincenzo Quatrale, che deve rispondere dei reati di ‘concorso morale in omicidio’ e anche di ‘istigazione al suicidio’ nei confronti del brigadiere Santino Tuzi.

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Chi è il parente di Serena Mollicone sospettato

Si parla tuttavia in queste ore della indiscrezione diffusa dal settimanale Giallo che vorrebbe un parente della vittima sospettato dagli inquirenti per un possibile coinvolgimento nella vicenda omicidiaria. Si tratta un ex imprenditore edile parente stretto di Serena Mollicone, che al momento non risulterebbe indagato, e sarebbe legato alle due donne polacche interrogate dai magistrati. Nelle scorse settimane l’uomo è stato interrogato per ore. Sarebbe un cugino di Guglielmo Mollicone che, già in passato, era stato ‘torchiato’ decine di volte dai magistrati.

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Delitto Arce: il sospettato si difende parlando a Frosinone Today

Frosinone Today scrive al riguardo che  il 46enne, “assistito dall’avvocato Roberto Molle, ha deciso di rompere il silenzio e dopo tanti anni racconta la sua verità”. Avrebbe sì ammesso di conoscere le due donne polacche di cui sopra, sottoposte all’esame del Dna, negando però il presunto coinvolgimento nell’occultamento del cadavere di Serena Mollicone. “Mai sentita e conosciuta la ragazza. Eravamo parenti ma avevamo diversa età e non ci siamo mai frequentati, io poi ero sempre fuori per lavoro a quei tempi”, ha detto l’uomo, “agli inquirenti che mi hanno interrogato ho detto quello che ho già detto loro d 17 anni a questa parte”. L’uomo dunque è sospettato dalla prima ora ma, è palese, a suo carico non è stato trovato niente di compromettente finora. “Mi hanno fatto di tutto e di più, per 12, 13 e 16 ore, mi hanno perquisito casa e auto, con il luminol, no so cos’altro vogliono da me. Io non ho niente da nascondere … sto passando le pene dell’inferno, la mia attività fallì e oggi lavoro alla giornata”. Per quanto riguarda le polacche: “Sì, all’epoca ad Arce ce n’erano tante, le conoscevo io ed anche altre persone che ne parlano in televisione non credono che possano c’entrare con il delitto, per me è solo una ipotesi investigativa”. L’umo è sospettato ma non indagato, il suo nome non viene fatto ma tutti in paese sanno chi è. “Hanno distrutto la vita mia e dei miei figli, che facciano nomi e cognomi così potrò difendermi e querelare chi mi diffama”, ha detto.

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