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Serie B, indagato il presidente del Bari per bancarotta fraudolenta: inchiesta su Cosmo Giancaspro

C’è anche il presidente del Bari Calcio, Cosmo Antonio Giancaspro, fra gli indagati in una inchiesta della Procura di Trani su una presunta bancarotta fraudolenta del Gruppo Ciccolella di Molfetta, società floro-vivaistica. I finanzieri stanno eseguendo perquisizioni domiciliari sequestrando documentazione. I destinatari delle perquisizioni sono i tre fratelli Corrado, Vincenzo e Antonio Ciccolella, gli avvocati baresi Michele Bellomo e Francesco Quarto, il commercialista Gianluca Petrera di Bari e il presidente del Fc Bari Cosmo Antonio Giancaspro di Molfetta.

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Presidente del Bari Calcio indagato: inchiesta su Cosmo Giancaspro

Le attività di perquisizione sono state adottate per assicurare la genuinità delle fonti di prova in relazione ai gravi indizi di reato emersi nelle indagini coordinate dalla Procura di Trani ed affidate alla pm Silvia Curione in ordine alle ipotesi di bancarotta fraudolenta e riciclaggio. Dalle indagini, portate avanti dal nucleo di polizia finanziaria insieme ai finanzieri del gruppo tutela spesa pubblica, è emersa la presunta distrazione di fondi della Ciccolella spa (società già quotata in Borsa e fallita nel 2015) e il conseguente riciclaggio degli stessi tramite complessi passaggi di denaro e quote societarie tra società infragruppo e soggetti operanti in Italia e altri Paesi come Malta e Gran Bretagna.

Chi è Cosmo Antonio Giancaspro

Cosmo Antonio Giancaspro ha 56 anni, nato a Molfetta, commercialista, è un imprenditore attivo nell’industria informatica ma anche nell’edilizia e nelle energie rinnovabili. La sua “casa madre” è Kreare Impresa, azienda appunto di informatica (consulenza, elaborazione elettronica dati, ecc.) con sede a Molfetta e capitale sociale di 100 mila euro. Attraverso Kreare Impresa, Giancaspro, però, controlla anche altre società, tutte a responsabilità limitata, come Magnolia (capitale sociale di 300 mila euro), Finpower (71 mila euro), F.T.V., Apulia RE (100 mila) e L’Albicocco (100 mila, ma con un passivo di 5 miloni al 2014), che fanno capo ad altri ambiti, dalle energie alla compravendita di immobili.

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