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Sgarbi contro Di Maio, nuovo attacco del ‘critico d’arte’ al capo politico M5S: “È gay, ecco chi è il suo fidanzato”

Continua lo scontro tra Vittorio Sgarbi e Luigi Di Maio. Durante il programma Quelli dopo il Tg, condotto da Luca e Paolo e Mia Ceran, il critico d’arte ha parlato della vita privata di Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle. “Recentemente ho scoperto che ha un fidanzato, Vincenzo Spadafora – ha detto Vittorio Sgarbi su Rai2 – sono felice finalmente di avere un premier gay, così sereno e affettuoso e sorridente”.

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Sgarbi contro Di Maio: continua lo scontro tra i due

Durante il programma Quelli dopo il Tg, Sgarbi si è scusato per i durissimi scontri verbali avuti con Di Maio in campagna elettorale. “In realtà – ha detto il critico d’arte – mi dispiace aver aggredito questo giovane, che tra l’altro è anche tenero e ha dei sentimenti così nobili”. Quindi, ha continuato: “Recentemente ho scoperto che ha un fidanzato, Vincenzo Spadafora. Sono felice finalmente di avere un premier gay, così sereno e affettuoso e sorridente”. Quando Luca e Paolo hanno provato a fermarlo, il critico d’arte ha fatto notare che che quanto stava dicendo era “elogiativo”. “Io credo che essere omosessuale sia un elemento in più – ha continuato – non mi pare che ci sia da vergognarsi di nulla. Abbiamo leggi che tutelano le coppie gay”.

Sgarbi e la Regione Sicilia: “Non mi dimetto”

Intanto, in un’intervista rilasciata a Sicilia Live, Vittorio Sgarbi tuona: “Se Musumeci pensa che io sia un assessore del c… che mi cacci lui. Io non mi dimetto. Almeno non adesso” ha tuonato. “Mi sono rotto il c… di tutta questa prosopopea sulle mie dimissioni. Il patto tra Berlusconi e Musumeci era chiaro: me ne sarei andato solo quando fossi stato nominato ministro”. Il 23 marzo ci sarà la seduta inaugurale della Camera dei deputati e “mi insedierò. Ma questo non significa che mi dimetterò entro quella data – aggiunge -. Prima dovrà riunirsi la Giunta per le elezioni e sancire la mia incompatibilità, poi avrò un mese di tempo per decidere. E solo allora, penso saremo già a maggio, potrei dimettermi.

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