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Si è dimesso il direttore de Linkiesta Jacopo Tondelli

Uno dei fondatori nonchè direttore del giornale Linkiesta.it lascia il suo incarico e presenta le sue dimissioni. Stiamo parlando di Jacopo Tondelli, personalità e firma autorevole. Alla base della decisione ci sarebbe stato il tentativo di scavalcare, da parte degli organi di gestione del giornale, la sua posizione apicale nell’assunzione di alcuni decisioni strategiche.

jacopo tondelli

La goccia che ha fatto, come si dice in gergo, “traboccare il vaso” la comunicazione meramente verbale del licenziamento del coodirettore Massimiliano Gallo. Decisione già presa senza preavviso ed irrevocabile. L’affronto è stato così clamoroso che il direttore, in difesa della sua dignità e professionalità, ha subito presentato le sue dimissioni. Come per Gallo, anch’esse irrevocabili. Per il n.1 del giornale non è possibile né accettabile “fare le pulci” al potere.

Alla sua scelta ha fatto seguito la pubblicazione delle motivazioni ad essa sottesa sul sito ufficiale e che ricalcano, per sommi capi, quanto già enunciato in precedenza. Eccone lo stralcio iniziale : “Poi arriva un giorno, e ti accorgi che è il giorno in cui devi – non hai altra  scelta, devi – andare via. Quel giorno per me è arrivato oggi in seguito a una  decisione degli organi di gestione de Linkiesta.it che non doveva essere presa  sopra la mia testa. Succede invece che, a cose fatte e decise, mi viene  comunicata verbalmente la decisione “già presa” del licenziamento del  condirettore Massimiliano Gallo. Non solo già presa, ma materialmente già  irrevocabile. Figurarsi.

Senza neanche entrare, qui, nel percorso decisionale e nell’impianto motivazionale della scelta, mi è parso evidente quale fosse il  mio dovere e dove stesse la mia dignità personale e professionale: nelle  dimissioni. Perché non si può fondare un giornale come Linkiesta aderendo anche  come socio all’iniziativa; non si può pretendere di fare le pulci al potere, ai  suoi tic, alle sue arroganze, ai suoi errori di valutazione e gestione, per poi  annuire e magari anche ringraziare di fronte a un gesto che sa, palesemente, di  esautorazione. Qualunque altra mia scelta, avrebbe voluto dire accettare e anzi  istituzionalizzare, dentro al giornale che ho diretto sin dalla sua fondazione e  di cui sono socio, il germe di ciò che più accesamente abbiamo criticato nelle  società degli altri.”

Written by Luigi Storti

Laureato in Economia Aziendale con Master in Corporate Finance presso la Business School de "Il Sole 24 Ore", ricopre il ruolo di Group Treasurer in una S.p.a. in Milano. Appassionato ed esperto di Finanza Aziendale, Strutturata,Mercati Azionari, Bilancio e Politiche Economico-Finanziarie.

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