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Si può rallentare il declino cognitivo?

Peggioramenti nelle capacità cerebrali, necessarie per pensare, ricordare e imparare sono normali con l’invecchiamento. Il declino cognitivo è un processo normale durante l’invecchiamento, ma è possibile rallentarlo.

Praticare attività fisica e mantenere la mente attiva sono fondamentali per prevenire o ritardare il declino cognitivo, e così pure un’adeguata alimentazione e integrazione.

Uno studio della University of South Florida riporta che una formula di nutrienti ad alto contenuto di antiossidanti e altri componenti naturali ha contribuito a aumentare la velocità con cui il cervello degli anziani tratta le informazioni.

Unintegratore alimentare contente estratti di mirtilli e the verde in combinazione con vitamina D3 e aminoacidi, tra cui la carnosina, è stato testato dai ricercatori in una sperimentazione clinica su 105 adulti sani, di età 65-85 anni.

Lo studio ha valutato gli effetti della formula, chiamata NT-020, sulle prestazioni cognitive degli anziani, che non avevano disturbi cognitivi diagnosticati. Coloro che hanno ricevuto il NT-020 hanno mostrato un miglioramento nella velocità di elaborazione cognitiva, mentre coloro che hanno assunto un placebo no.

I risultati dei test hanno mostrato modesti miglioramenti della velocità di elaborazione cognitiva per coloro che hanno assunto NT-020 rispetto a quelli trattati con placebo” ha detto Brent Piccolo, professore nella Scuola di Studi Invecchiamento della USF “Performance di successo in compiti di elaborazione sono alla base spesso esiti cognitivi più complessi, come la memoria e la capacità verbale”

Il Mirtill è un ingrediente importante nella formula NT-020, in quanto ricco di polifenoli.

“L’uso di integratori alimentari ricchi di polifenoli come moderatori del declino cognitivo correlato all’età è strettamente correlato allo stress ossidativo e all’infiammazione” ha detto Paula C. Bickford, professoressa di Neurochirurgia e ricercatrice ” I polifenoli sono i modulatori importanti dello stress ossidativo e dell’infiammazione nella nostra dieta”

“In futuro, conoscendo i markers di stress ossidativo e infiammazione, così come le misure del cervello, sarà possibile individuare il modo in cui questo composto, o composti simili, possono influenzare il funzionamento cognitivo” hanno concluso i ricercatori.

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Written by Monia Trentarossi

36 anni, Amministratore di AntiAging Club, il primo sito dedicato all'AntiAging, in partnership con AMIA, Associazione Italiana Medici AntiAging. Consulenza medica specialistica e vendita online di prodotti Antiaging delle migliori marche.
Vive a Milano, appassionata di viaggi in giro per il mondo, sport (fitness, vela, sci...) cinema e buone letture. Per UrbanPost scrive di Benessere.

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