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Silvio Berlusconi lettera al Corriere della Sera, il rilancio di Forza Italia: “No alle primarie, sono una falsa democrazia”

Silvio Berlusconi rompe il silenzio e scrive una lunga lettera al Corriere della Sera: “Sono in campo e ci resterò fino a quando il pericolo rappresentato dai 5 Stelle non sarà passato”. In questa nota, il Cavaliere spiega come avverrà il rilancio di Forza Italia: “Al mio fianco avrò un vicepresidente, un comitato esecutivo, un coordinatore nazionale, che seguirà i coordinatori regionali, che a loro volta saranno affiancati da giovani coordinatori virtuali, che si occuperanno dei social”. “Caro direttore, sono grato a tutti coloro che in questi giorni si sono impegnati a fare delle analisi più o meno impietose sulla condizione di Forza Italia perché ci aiutano a riflettere, ad affrontare i problemi, a definire quello che siamo”.  – si legge sul Corriere della Sera –  “Questo non significa naturalmente che io sia d’ accordo con tutto quanto è stato detto. La domanda che più frequentemente ci è stata rivolta, «cosa vuole Forza Italia», ha una risposta precisa”.

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Silvio Berlusconi e le primarie: “Forza Italia non le fa, sono falsa democrazia”

“No alle primarie, sono una falsa democrazia”.Certo, Forza Italia per essere pronta a questo deve rinnovarsi, aprirsi, accogliere le tante persone e i tanti mondi che sono consapevoli della necessità di una politica di questo tipo. Anzi, dev’ essere il polo aggregatore intorno al quale si ritrovano coloro che vogliono coniugare innovazione e competenza, cambiamento e responsabilità. Questo significa certamente riorganizzarsi, cambiare chi non funziona e premiare chi ha ben operato, inventare forme nuove senza scimmiottare quella falsificazione di democrazia cara alla sinistra che sono le primarie. Sta a noi, in quanto classe dirigente, assumerci la responsabilità di individuare i migliori e proporli agli elettori, che ci giudicheranno anche su questo, senza bisogno di far votare ai gazebo migliaia di immigrati arruolati per l’occasione. Quella che si è aperta è certamente una stagione nuova, che richiede risposte nuove, ma senza venir meno ai valori e alle idee del vecchio centro-destra: idee liberali, liberiste, garantiste, che a mio giudizio rappresentano il futuro, non il passato.” Lo ribadisce Berlusconi in una lettera al Corriere della Sera.silvio berlusconi ultimi sondaggi

Forza Italia e il nuovo organigramma: il progetto Berlusconi

Sono in campo per questo e ci resterò, ci resteremo con tutta Forza Italia, almeno fino a quando questo pericolo – che oggi è gravissimo – non sarà passato. Per questo ho deciso un rinnovamento di Forza Italia a livello nazionale e a livello locale. Chiederò a coloro che in FI ricoprono ruoli istituzionali e politici di rilievo di affiancarmi nell’individuare il percorso migliore da seguire per rilanciare la nostra azione politica sui nostri temi, quelli che ci caratterizzano e che stanno a cuore agli italiani. Al mio fianco avrò un vicepresidente, un comitato esecutivo, un coordinatore nazionale, che seguirà dal centro le attività dei coordinatori regionali, che a loro volta saranno affiancati da giovani coordinatori «virtuali», che si occuperanno delle «comunità azzurre» sui social.

Governo Conte, Forza Italia all’opposizione

“Certo non una risposta come quelle di Salvini, che usa un altro linguaggio per parlare ai suoi elettori, né come quelle di Di Maio, che, riciclando una vecchia battuta sul Partito d’ Azione, «non sa quello che vuole ma lo vuole subito». La nostra è una risposta fatta di razionalità, una merce rara di questi tempi nell’ offerta politica, ma anche una merce preziosa come tutte le cose rare. Forza Italia vuole proprio questo: risposte razionali a problemi complessi come l’oppressione fiscale, l’oppressione giudiziaria, l’oppressione burocratica, il debito pubblico, le povertà diffuse, l’immigrazione. Risposte liberali, basate sul buon senso, sulla fattibilità, sulla concretezza. Io sono convinto che esista un’ Italia – tuttora maggiori-taria – che voglia il cambiamento, ma non l’ avventura, che chieda soluzioni e non slogan, che cerchi esperienza, non improvvisazione. La sinistra tradizionale e i suoi governi non eletti dal popolo hanno fallito in questi anni, ma questo non significa affatto che l’alternativa a quel fallimento sia nel dilettantismo, nel pauperismo, nel giustizialismo, tutti ingredienti di gran peso nel programma del governo a guida grillina.

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