di Michele Iacovone in , ,

Smartphone: dipendenza al femminile che può nascondere la depressione


 

Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di New York rivela come lo smartphone possa provocare dipendenza e depressione: a esserne colpite sono soprattutto le donne più sole

Smartphone, dipendenza al femminle che nasconde la depressione

Lo smartphone ha reso ne nostre vite più fluide, rapide e nevrotiche. L’appagamento che dona è un circolo vizioso che si sviluppa in una vera e propria dipendenza e a esserne colpite maggiormente sono le donne di oggi, quelle più sole, invisibili e che ritrovano nello smartphone una via di fuga, una valvola di sfogo in grado di renderle soddisfatte, seppure per attimi molto brevi. Il cellulare è diventato un prolungamento di noi stessi che, a volte, può condurre alla depressione.

A studiare questo fenomeno che colpisce in prevalenza le donne ci hanno pensato i ricercatori dell’Università di New York, coordinati dal professor Isaac Vaghefi, docente di sistemi informativi e gestionali presso l’Università di Birmingham. Lo studio è stato pubblicato sull’Information Systems Journal. Sono stati esaminati 182 studenti universitari, ai quali sono state somministrate interviste, questionari e sondaggi relativi alle loro abitudini e al loro utilizzo dello smartphone. Gli stessi risultati sono stati riscontrati anche in altri due studi: uno condotto in Corea del Sud e uno in Texas. Come ha sottolineato il professor Vaghefi: “Si può prevedere che la dipendenza aumenterà mano a mano che ci saranno avanzamenti, applicazioni, giochi e gadget“.

Dalle risposte sono emerse 5 diverse categorie di persone: riflessivi, regolari, altamente coinvolti, fanatici e dipendenti. Il quadro che ne emerge è quello di persone completamente assuefatte e non in grado di gestire il mezzo di comunicazione. I ruoli si invertono ed è lo smartphone a dettare le regole. A farne i conti sono soprattutto le donne: in questi soggetti, l’abuso dell’utilizzo dello smartphone ha creati molti disagi sia scolastici che lavorativi. I sintomi riscontrati, inoltre, sono molto simili a quelli della depressione.

* Il contenuto riportato è di carattere orientativo a fini informativi: non sostituisce diagnosi e trattamenti medici. Non deve essere utilizzato per prendere decisioni in merito ad assunzione o sospensione di terapie farmacologiche e non può sostituire il parere di un professionista afferente a qualsiasi disciplina medico scientifica autorizzata.

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