di Andrea Monaci in

Sondaggi elezioni regionali Lombardia 2018: Gori e Maroni, la lunga corsa


 

Elezioni regionali Lombardia 2018: meno di sessanta giorni al voto nell’election day unico con le Politiche, la lunga corsa dei due principali sfidanti, Giorgio Gori e Roberto Maroni

In Lombardia il 4 marzo 2018 si voterà oltre che per le elezioni politiche anche per l’elezione del presidente della regione e per il rinnovo del consiglio regionale. I candidati alla presidenza delle forze politiche maggiori sono Giorgio Gori (Partito Democratico), Roberto Maroni (Lega Nord-Forza Italia) e Dario Violi (Movimento 5 Stelle).  Non essendo ancora stati depositati liste e simboli, non sono ancora ben chiari gli schieramenti che sosterranno i diversi candidati, a parte Violi che sarà sostenuto sicuramente dalla sola lista M5S.

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I sondaggi sui candidati presidente della Lombardia

Secondo gli ultimi sondaggi disponibili, nella corsa alla presidenza della regione Lombardia resta in testa Roberto Maroni, ma lo sfidante principale, Giorgio Gori, è in crescita nelle intenzioni di voto. Dario Violi sarebbe invece più indietro, con il 20% delle intenzioni di voto. Un sondaggio pubblicato a dicembre 2017 dall’istituto Ipsos mostra il discreto vantaggio del governatore uscente sul rivale Dem: Roberto Maroni porterebbe a casa infatti il 43% dei voti validi, mentre Giorgio Gori il 37%. Più indietro il pentastellato Dario Violi, accreditato solo del 20%. Questo sondaggio però rileva ben il 37% di elettori tra incerti e decisi a non votare.

L’election day chi favorirà?

Che impatto avrà l’election day sul voto regionale in Lombardia? Difficile dirlo, anche se tradizionalmente vengono favorite le forze politiche che ricevono un voto d’opinione, di carattere “nazionale” quindi. L’impatto sarà sicuramente maggiore nel voto per il consiglio regionale ed è possibile che porti in alcuni casi al voto disgiunto. La Lega, in teoria, potrebbe conseguire un risultato peggiore in un election day in cui l’attenzione è in gran parte puntata sul voto per il Parlamento. Ma avendo sfumato e di molto la connotazione locale (eliminando la parola “nord” dal simbolo), Salvini conta di conseguire un ottimo risultato in tutta Italia, Centro e Sud compresi, come i sondaggi paiono confermare.

I voti di lista

E i voti ai partiti? Mentre i Democratici, secondo il sondaggio di Ipsos, farebbero al momento più o meno lo stesso risultato del candidato presidente, Forza Italia e Lega Nord sono accreditate insieme di oltre il 37% dei voti e anche aggiungendo le altre forze di Centrodestra apparentate si tratta di un risultato inferiore a quello del candidato governatore. Il Movimento 5 Stelle, invece, fa meglio del proprio candidato presidente, con il 20,5% delle intenzioni di voto sul totale degli intervistati nel sondaggio Ipsos di dicembre 2017. A Gori avrebbe sicuramente fatto comodo, invece, quel 7% di Liberi Uguali, tutti voti in uscita dal Pd.

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