di Andrea Monaci in

Sondaggio su giovani e lavoro in Italia: il 50% è convinto che guadagnerà meno dei propri genitori


 

Giovani e lavoro in Italia: il 50% pensa che in futuro guadagnerà meno dei propri genitori. I risultati di un’indagine internazionale

Fa sempre amarezza leggere certi risultati, anche se con i tempi che corrono sono da considerare quasi scontati. Parliamo di un sondaggio su giovani e lavoro in Italia realizzato dal noto portale di annunci Monster. Che cosa dice l’indagine? Il 50% dei giovani italiani è convinto in futuro di guadagnare di meno o addirittura molto meno dei propri genitori.

Una percentuale esponenziale se confrontata a quella di altri paesi, anche europei. La quota di giovani che hanno questa percezione per la propria carriera futura in Canada è del 31% e del 27% in Francia. In Finlandia scende al 24% mentre negli Stati Uniti è addirittura al 17%. Sono dati che evidenziano un alto grado d’incertezza e preoccupazione per il futuro dei lavoratori più giovani in Italia.

Del resto, come aspettarsi qualcosa di diverso dopo anni di disoccupazione giovanile in crescita? Gli ultimi dati Istat diffusi, seppure con qualche numero positivo, restano molto negativi per i più giovani. E non bastano certo le dichiarazioni ottimistiche di qualche ministro per far cambiare idea a chi è scoraggiato da anni di “non lavoro”. Servirebbero più incentivi e duraturi, in grado di rendere realmente appetibile alle aziende l’assunzione stabile dei giovani. E servirebbero adeguamenti salariali in linea con gli altri paesi europei.

Stiamo sognando ad occhi aperti. Tornando alla ricerca realizzata da Monster, degli italiani che si aspettano di guadagnare più dei genitori, viene rilevato un 26%, ma solo quando l’entusiasmo è stato ridotto da aspettative salariali ‘molto più alte’ a ‘più alte’. Una magra consolazione? Anche se si tratta tuttavia di cifre ancora ben al di sotto della media degli altri paesi inclusi nel sondaggio, ci sentiamo di dire di no. Se la percezione inizia a cambiare, vuol dire che qualche timido segnale positivo per il futuro c’è. Nonostante i dati e il fumo della politica.

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