di Stephanie Barone in

Speciale Donne di oggi: Lama, 5 pallottole dalla famiglia per un amore “sbagliato”


 

UrbanPost inaugura per la Festa delle Donne 2017 lo Speciale Donne di oggi, una rubrica ricca di testimonianze arrivate a noi grazie al supporto di diverse associazioni sul territorio. Ecco la storia di Lama, colpita a morte dalla famiglia poiché protagonista di un amore non approvato dalla tradizione.

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In occasione della giornata dedicata alla Festa delle Donne 2017, UrbanPost inaugura una nuova rubrica dedicata al mondo femminile. Donne di oggi infatti darà settimanalmente spazio, in esclusiva, a storie di donne, testimonianze di vita vera, vissuta, nel mondo di oggi. I racconti che potrete leggere nelle prossime settimane sono tutti realmente accaduti, anche se spesso, per la tutela della privacy delle protagoniste, abbiamo dato loro dei nomi di fantasia. Ad aiutarci a raccogliere queste testimonianze sono state diverse associazioni che sul territorio si occupano di aiutare e sostenere le donne.

Abbiamo voluto aprire lo speciale Donne di oggi con una storia resa a noi disponibile dall’associazione Differenza Donna di Roma, sul territorio per aiutare le donne vittime di violenza fin dal 1989. Nello specifico questa testimonianza arriva dal Centro Antiviolenza Mehwar di Betlemme, ovvero un progetto pilota dell’associazione romana finanziato dal Ministero degli Esteri tramite la cooperazione italiana a Gerusalemme. Inaugurato nel febbraio del 2007 è un grande edificio che può ospitare fino a 30 donne con i loro bambini. Composto di personale palestinese specializzato offre anche alcune attività rivolte alle donne del territorio, come la palestra, l’asilo nido, la caffetteria, la sala multimediale.

La storia di Lama

Una notte al Centro Mehwar è arrivata Lama, 19 anni. Aveva un piede e un polpaccio trapassati da due pallottole e un gomito distrutto da un altro proiettile, il quarto e il quinto le avevano perforato il ventre senza toccare organi vitali. Con la complicità dei medici e con il coraggio delle operatrici quella notte, dopo essere stata operata, Lama era stata portata via dall’ospedale di Nablus, il secondo che cambiava nel giro di 24 ore, per sottrarsi al killer che doveva completare il suo mandato. In meno di un giorno era sfuggita, grazie ai medici e agli infermieri, a due tentativi di finirla.

Che aveva fatto Lama di così grave da meritare un simile trattamento? Si era innamorata di Marcel, un suo compagno di scuola e così facendo aveva infranto tutte le regole della sua potente famiglia musulmana, dove i matrimoni si organizzano al suo interno, così che le proprietà non vadano disperse, e lo fanno i genitori stessi che hanno esperienza e saggezza. Marcel non poteva essere in nessun modo suo marito perché era cristiano e questo precludeva ogni speranza. Lama però è così convinta del suo amore che lo dichiara alla famiglia, poi però non le resta che fuggire. Con Marcel naturalmente.

Due settimane che valgono una vita. Li ritrovano, li dividono, un mediatore assoldato dalla famiglia la costringe a tornare a casa. Ma con Lama arriva il disonore per tutti i componenti della grande famiglia. Un cugino le spara cinque colpi di pistola. Lama si accascia sul pavimento, dal suo corpo fluiscono rivoli di sangue che diventano un piccolo lago. Il padre la vede agonizzante e le grida “Maledizione, muori!” lei sembra spirare. I parenti se ne vanno in fretta: l’onore è salvo. Lama è morta.

Al fragore degli spari accorrono i vicini, entrano e vedono la ragazza riversa a terra. Respira ancora, la portano in ospedale, la operano d’urgenza e subito la spostano all’ospedale di Nablus. È dopo tutto questo che Lama arriva al centro Mehwar. Sta male e peggiora, subentrano delle infezioni, si deve sottoporre a cure dolorose, ma un paio di volte ottiene di vedere Marcel nel giardino del Centro guardata a vista da almeno due operatrici. La famiglia di Lama però è grande e potente, rivuole la sua vittima. Un pomeriggio arrivano al Centro Mehwar un autorevole anziano esponente della famiglia, un funzionario di polizia e quattro macchine con dentro un gran numero di poliziotti ben armati. Nel frattempo, naturalmente, Lama è stata fatta uscire dal Centro da una porta secondaria.

L’intervento di Differenza Donna

Differenza Donna si mobilita e riesce a far arrivare Lama in Italia, dove viene curata. Al suo arrivo Lama sta male, ma è carica di speranza, vuole guarire, vuole dimenticare la violenza della famiglia, pensa che ha fatto un passo importante per realizzare il suo progetto di vita. Inizia a curarsi con grande impegno; giorno dopo giorno migliora, ma è trapiantata in una società completamente diversa, lontanissima dalle sue abitudini. Senza conoscere una sola parola d’italiano si sente isolata.

Le telefonate di Marcel, che è andato nello Yemen in cerca di un lavoro, la sostengono, ma non cancellano l’isolamento. Passano i mesi e Lama entra nel Progetto “La Svolta” realizzato da Differenza Donna con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Frequenta un corso di italiano e contemporaneamente un corso di pasticceria, poi di aiuto cuoca. Il visto per ragioni di salute le viene prolungato poi, grazie alla tenacia delle operatrici del Centro e alla sua volontà di impegnarsi, si trasforma in permesso di lavoro.

Intanto Marcel è ripartito dallo Yemen, dove non ha trovato la fortuna che cercava, ora è in Giordania, lavora e spera sempre di raggiungerla. Ma Marcel è palestinese e quel visto per l’Italia malgrado tutti i tentativi non lo otterrà mai. Lama ora si occupa a tempo pieno di due bambini, ha lasciato il Centro Antiviolenza ed è ospitata nella casa di seconda accoglienza di Solidea, l’istituzione di genere della Provincia di Roma. È una casa dove non si paga l’affitto, né le utenze, ma bisogna mantenersi da sole, un passo avanti verso la definitiva autonomia. Le telefonate di Marcel sono sempre più rade, ora sanno che molto difficilmente potranno ritrovarsi.

Abbiamo salvato la sua vita e organizzato il suo futuro lavorativo, ma non abbiamo salvato il suo amore. A volte i sogni si infrangono sulle frontiere, specialmente quelle palestinesi.

Si ringrazia Differenza Donna

Foto in copertina: Differenza Donna

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