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Spesometro 2018: cosa cambia? Ecco tutte le novità rispetto al 2017

Come cambia lo Spesometro 2018 dopo i pasticci fiscali dell’ultimo anno? Il debutto per la nuova modalità di comunicazione fiscale è stato del tutto fallimentare. Ma vediamo adesso cosa può cambiare con la nuova Manovra finanziaria:

  • Non sanzionare tutti coloro che hanno commesso errori, purché trasmettano i dati corretti entro il 28 febbraio 2018 (che, si ricorda, è anche il termine ultimo per inviare la comunicazione del secondo semestre 2017);
  • Escludere la trasmissione delle fatture emesse e ricevute di importo inferiore a 300 euro registrate cumulativamente (in questo modo si sanerebbe una evidente discrasia tra disposizioni sullo spesometro e norme sulle registrazioni IVA);
  • Esonerare le Pubbliche amministrazioni dal trasmettere, per l’anno 2017, i dati delle fatture emesse nei confronti dei consumatori finali;
    Trasformare l’adempimento da periodico ad annuale.

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Spesometro 2018 con crediti d’imposta: a chi spetta?

Dal 1° gennaio 2018, con il nuovo Spesometro 2018, è utilizzabile in compensazione il credito d’imposta di 100,00 euro previsto una tantum per l’adeguamento tecnologico finalizzato all’adempimento degli obblighi relativi alla trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute (articolo 21 D.L. 78/2010) e delle liquidazioni periodiche Iva (articolo 21 bis D.L. 78/2010).

  • Ai sensi dell’articolo 21 ter, comma 1, D.L. 78/2010, il richiamato credito d’imposta spetta ai contribuenti in attività nel 2017 che, nell’anno precedente, abbiano realizzato un volume d’affari non superiore a 50.000 euro.
  • Il credito d’imposta, inoltre, spetta anche a coloro che hanno esercitato l’opzione per la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati di tutte le fatture, emesse e ricevute, e delle relative variazioni ai sensi dell’articolo 1, comma 3, D.Lgs. 127/2015.
  • Viene riconosciuto un ulteriore credito d’imposta, di 50 euro, qualora, sussistendo i medesimi presupposti finora richiamati, i contribuenti abbiano esercitato, entro il 31 dicembre 2017, anche l’opzione per la trasmissione telematica dei corrispettivi.

Spesometro 2018 crediti di imposta: fanno reddito?

Come espressamente previsto dalla norma, il credito d’imposta di 100 euro, come anche quello da 50 euro, non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini Irap, ed è utilizzabile, una sola volta, esclusivamente in compensazione.

Spesometro 2018 crediti di imposta: ecco i codici tributo

L’Agenzia delle entrate, in merito allo Spesometro 2018, con la risoluzione 2/E/2018, ha diffuso i due codici tributo da indicare nel modello F24 ai fini della compensazione, ovvero:

  • “6881” denominato “Credito d’imposta – Adeguamento tecnologico – 100 euro – articolo 21-ter, comma 1, decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78”;
  • “6882” denominato “Credito d’imposta – Adeguamento tecnologico – 50 euro – articolo 21-ter, comma 3, decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78”

In questo documento si precisa che il modello F24 potrà essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici Entratel o Fisconline, per consentire all’Agenzia delle entrate di verificare che l’utilizzo dei suddetti crediti d’imposta sia avvenuto entro i previsti limiti d’importo.

Dove indicare il credito di imposta?

Ai fini dichiarativi, inoltre, il contribuente, dovrà indicare il credito d’imposta:

  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui è stato sostenuto il costo per l’adeguamento tecnologico,
  • nelle successive dichiarazioni dei redditi, fino a quando non è concluso l’utilizzo del credito d’imposta stesso.

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