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Spesometro 2018 scadenza: problemi in vista? Scontro ANC – Agenzia delle Entrate (GUIDA)

Come spesso accade, a pochi giorni dalla scadenza dello Spesometro sorgono problemi. L’Associazione nazionale commercialisti (Anc)scrive al vice ministro dell’Economia Luigi Casero e al direttore dell’agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini per segnalare alcune criticità e chiedere un intervento sulle sanzioni. Ma dall’Agenzia delle Entrate ribattono che nessun controllo bloccante è previsto sui campi anagrafici ulteriori al dato della partita Iva e del codice fiscale, compreso quello della Provincia e che il software di controllo è disponibile dalla metà del mese di febbraio sul sito delle Entrate. Ecco tutto quello che c’è da sapere sullo Spesometro 2018 la cui scadenza, ricordiamo, è prevista per il 6 aprile 2018.

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Spesometro 2018, la posizione di ANC

In merito allo Spesometro 2018, l’Associazione Nazionale Commercialisti rileva  che “lo scarto di invii da parte del sistema per controlli che interessano dati del tutto irrilevanti ai fini dell’adempimento, quale ad esempio il dato della Provincia”, il “rilascio di notifiche prive di chiarezza” e la “mancanza di un software di controllo atto a verificare, già a monte, la correttezza dei dati.” Date queste premesse l’Anc ritiene auspicabile un intervento da parte dell’Amministrazione Finanziaria finalizzato a limitare i controlli ai soli dati essenziali (Partita Iva e Codice Fiscale), e chiede la realizzazione del software di controllo unitamente al rilascio di ricevute complete e chiare rispetto alla trasmissione eseguita, così come avviene per l’invio telematico di altri dichiarativi. In merito alle sanzioni relative allo Spesometro 2018 l’Anc chiede di distinguere la sanzione per omissione da quella per errore, e di introdurre, nel caso di errore nelle liquidazioni, di una soglia di non punibilità qualora il valore economico dell’errore sia limitato, e dei parametri percentuali diversificati in relazione all’entità dell’errore oltre la soglia minima.

Spesometro 2018, piccata risposta dell’Agenzia delle Entrate

In merito allo Spesometro 2018 e le sue criticità, l’Agenzia delle Entrate ha controrisposto alla ANC che, prima della pubblicazione del provvedimento di semplificazione del 5 febbraio, ha avviato una fase di dialogo con le rappresentanze della categoria che ha portato:

  • alla non obbligatorietà e all’assenza di controlli sulle informazioni anagrafiche ulteriori rispetto al numero di partita Iva o codice fiscale delle controparti;
  • alla possibilità di trasmettere un documento riepilogativo per le fatture sotto i 300 euro;
  • alla facoltà di trasmettere i dati con cadenza semestrale.

E per andare incontro alle richieste dei professionisti, inoltre, l’Agenzia delle Entrate ricorda di aver messo a disposizione due pacchetti software gratuiti, uno per il controllo dei file delle comunicazioni e uno per la loro compilazione; oltre ad aver consentito il “riuso” dei software di mercato già acquistati per la predisposizione della comunicazione secondo il previgente tracciato valido per il primo semestre 2017.

L’agenzia delle Entrate sottolinea, in merito allo Spesometro 2018, che:

  • Nessun controllo bloccante è previsto sui campi anagrafici ulteriori al dato della partita Iva e del codice fiscale, compreso quello della Provincia;
  •  il software di controllo è disponibile dalla metà del mese di febbraio al seguente indirizzo: Leggi qui
  • le ricevute trasmesse dal sistema delle Entrate contengono le informazioni in linea con quanto condiviso con le associazioni di categoria e pubblicizzate in forma di bozza due settimane prima della definitiva pubblicazione del provvedimento definitivo.

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