di Sabina Schiavon in ,

Stampa 3D, dalla medicina ai trasporti ma non solo: il “fai da te” tecnologico potrebbe minare l’industria dei giochi


 

La stampa 3D, una rivoluzione dal lato oscuro? Il “fai da te” tecnologico potrebbe minare l’industria dei giocattoli ma sono molti i settori che stanno subendo una rivoluzione positiva grazie ad oggetti stampati in 3D

stampa 3d

Talvolta ancora sconosciuta ad una buona fetta di popolazione, la stampa 3D sembra essere pronta a rivoluzionare numerosi settori industriali. E’ il caso dell’industria dei giocattoli che, stando alle ultime analisi, sembrerebbe essere a rischio fallimento a causa del “fai da te” tecnologico. Da non dimenticare, però, sono tutti i risvolti positivi conseguenti al miglioramento delle tecniche di stampa 3D…

La stampa 3D è davvero una rivoluzione? La risposta è ovviamente sì anche se, come spesso accade, l’innovazione tecnologica porta con sé anche conseguenze negative per l’industria. I ricercatori della Michigan Technological University – coordinati da Joshua Pearce – hanno pubblicato uno studio secondo il quale l’industria dei giocattoli potrebbe essere messa a dura prova da questa nuova tecnologia. Ancora considerate di nicchia – ma acquistabili già a partire da circa 300 euro – le stampanti 3D non sono altro che macchinari capaci di riprodurre in materiali plastici disegni e/o progetti tridimensionali creati con programmi di grafica. Cosa significa tutto ciò? La risposta è semplice: questo “fai da te” tecnologico – complice anche la totale possibilità di personalizzazione – potrebbe andare a minare l’industria dei giochi. Uno dei più grandi esempi, riportati dai ricercatori, è quello riguardante i Lego: è stato infatti calcolato che – a dispetto dei 6 centesimi di costo di uno tradizionale – un mattoncino stampato in 3D costa circa la metà, cifra che scende sino a mezzo centesimo qualora venga usato materiale riciclato.

Se l’industria dei giocattoli potrebbe risentire negativamente del diffondersi della stampa 3D e dei siti per condividere liberamente i propri progetti, altri settori sembrano invece poterne fare buon uso. E’ il caso dei trasporti e della medicina: è proprio notizia di qualche giorno fa, infatti, quella di un cuore stampato in 3D che – costituito interamente in silicone – è in grado di pompare sangue per 30/40 minuti. Sebbene attualmente sia ancora in fase di miglioramento vista la sua scarsa autonomia, è possibile pensare che in futuro gli organi stampati in 3D possano risolvere in buona parte il problema dei trapianti.

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