di Sabina Schiavon in , , ,

Startup fintech Italia, Soldo Business: il primo conto online per gestire le spese dell’azienda e della famiglia [INTERVISTA]


 

Startup italiane, fintech e Industria 4.0: facciamo il punto della situazione. Ecco la nostra intervista a Carlo Gualandri, fondatore di Soldo Business nonchè veterano del panorama dell’innovazione europea

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Tra le startup fintech italiane parliamo oggi di Soldo Business, un’impresa innovativa che ha creato il primo conto online per gestire le spese dell’azienda e della famiglia: nata dall’idea di Carlo Gualandri, veterano nel panorama dell’innovazione, la startup Soldo Business permette di gestire in modo smart ed innovativo le spese e le questioni finanziarie aziendali.

Il fintech – chiamato altresì tecnofinanza o tecnologia finanziaria – altro non è che l’innovazione in campo finanziario: questo nuovo modello di business, infatti, racchiude sotto di sè tutte quelle imprese che offrono la fornitura di servizi finanziari che sfruttano le più innovative tecnologie ICT. Ma quale rapporto esiste tra startup fintech italiane e Industria 4.0? Lo abbiamo chiesto proprio a Carlo Gualandri nel corso di un’intervista esclusiva durante la quale ha avuto modo anche di presentarci Soldo Business.

Buongiorno e benvenuto su UrbanPost. Racconterebbe ai nostri lettori chi è Carlo Gualandri e quali sono le storie d’impresa che lo hanno portato a creare Soldo Business?

“Carlo Gualandri è un veterano nel panorama Europeo dell’innovazione: come fondatore di Matrix ha contribuito alla nascita del mercato internet in Italia creando il primo portale italiano, Virgilio, e il network di pubblicità online Active Advertising, ha partecipato alla creazione di Fineco e ha fondato Gioco Digitale. Con un background unico in termini di finanza e nuovi mercati digitali, oggi Gualandri ha fondato la sua nuova impresa in uno dei mercati a più rapida crescita: il fintech. Soldo è una startup che ha creato il primo conto online per gestire le spese dell’azienda e della famiglia”

Soldo Business: com’è nato, come funziona e quali sono gli obiettivi futuri?

“Soldo Business è nato dall’esigenza quotidiana che si manifesta in azienda, di tenere sotto controllo le spese in modo smart. Basato sul circuito di pagamento Mastercard, Soldo Business è il primo conto spese multi-utente che permette di delegare, controllare e tracciare in tempo reale le uscite aziendali e quelle dei collaboratori attraverso l’uso di carte prepagate personalizzabili, un cruscotto di gestione su web e un’app su iOS o Android che permette agli utenti di aggiungere informazioni e le foto delle ricevute alle transazioni, integrandosi con i più usati software di contabilità. Con Soldo Business è possibile ad esempio creare conti intestati sia a persone (impiegati o collaboratori) sia a centri di spesa in modo che possano gestire in autonomia i pagamenti, controllare e monitorare la distribuzione dei fondi aziendali in tempo reale, definire il budget per una persona o un intero reparto, controllando budget e regole e adattandoli alle esigenze di ogni utente. Permette inoltre di ridurre il rischio di frode o eccessi di spesa, attivando e disattivando le Soldo card in qualsiasi momento, di semplificare la gestione delle spese aziendali ricorrenti, come la pubblicità online, software o altri servizi, o di trasferire istantaneamente denaro da un conto all’altro”

 

Fintech Vs Italia: a che punto stiamo? E per quanto riguarda l’Europa invece?

“Il mercato UK è la patria della finanza europea e, di conseguenza, del fintech: qui utenti e aziende hanno già grande familiarità con questi strumenti e negli ultimi anni sono nate decine di startup in questo settore. In Italia gli attori presenti sono meno, ma questo non significa che non ci sia un mercato interessante, tutt’altro. E’ proprio in un mercato composto per la maggior parte da PMI che i servizi offerti dal mondo fintech hanno ragione di esistere. Secondo una ricerca commissionata a YouGov in UK su 1200 PMI, il costo complessivo per la gestione contabile delle spese in azienda è di oltre 8 miliardi di sterline ogni anno! Ogni azienda impiega in media almeno 4 ore settimanali nella gestione di queste attività, con i relativi costi, che pesano soprattutto sulle startup. In Italia abbiamo avuto dimostrazione ulteriore che il nostro servizio possa semplificare la gestione day-by-day delle spese, dal momento che è già utilizzato proprio da decine di startup dei più noti incubatori, come H-Farm, Luiss Enlabs, Digital Magics, Barcamp/DPixel, PoliHub”

Quale rapporto esiste tra Industria 4.0 e fintech?

“In parte l’idea di Industria 4.0 è simile a quello che sta succedendo nel mondo del fintech, che potremmo chiamare anche Banca 4.0 (sul numero preciso non saprei ma il concetto è chiaro). In ambedue i casi parliamo dell’utilizzo della tecnologia per rivoluzionare un’industria esistente. Ovviamente per il fintech è più facile perché il denaro non ha materialità ma è solo informazione e quindi più facile da trattare rispetto all’industria dove la chiave è proprio la produzione di beni fisici. La cosa che credo sia più interessante è il collegamento che esiste tra quasi tutte le attività e il mondo del denaro. Se è vero che quasi ogni attività ha un riflesso monetario (per esempio devo pagare per quello che faccio oppure ne ricavo un guadagno che mi viene pagato) allora esiste un possibile profondo parallelo tra l’industria 4.0 ed il fintech. Se pensiamo al mondo dell’IoT e al fatto che un domani la mia auto acquisterà il rifornimento di energia da sola quando è in una piazzola di ricarica e che pagherà diversi attori come l’autostrada o l’ingresso nel centro urbano quando in movimento. Se pensiamo che la macchina del caffè possa ordinare le capsule quando vede che stanno per finire oppure il termostato di casa saprà programmare il suo previsto consumo in funzione delle mie abitudini allora è chiaro che stiamo andando verso una potenziale pervasività delle funzioni di spesa, non più solo in capo all’individuo ma anche potenzialmente delegabili agli oggetti. E questo farà esplodere ancora di più il problema della gestione del denaro: se oggi l’infrastruttura esistente non dà una risposta alla gestione dei diversi utenti (cosa che affrontiamo con Soldo Business e Family) immaginiamoci come potrà affrontare il problema della delega alle cose di poter effettuare pagamenti (Soldo of Things?). Nell’industria questo è probabilmente un pò più futuribile ma se pensiamo ad una struttura produttiva completamente automatizzata perché non potremmo pensare ad una AI che in funzione delle sue esigenza possa andare su un marketplace e acquistare i materiali per approvvigionarsi ottimizzando i costi e pagando da sola i fornitori? E quale dovrà essere il servizio finanziario controparte di una cosa del genere? Non certo andare in banca a fare un bonifico…”

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