di Sabina Schiavon in , ,

Startup innovative, Angloville: l’inglese si impara senza libri [Intervista]


 

Addio a libri, grammatica e sola teoria: la startup innovativa Angloville permette di apprendere l’inglese in modo innovativo e in un ambiente multiculturale

Quest’oggi torniamo con la storia di una startup innovativa: vi racconteremo infatti della nascita, dello sviluppo e del lavoro di Angloville. Si tratta di una giovane impresa creata da un team internazionale il cui scopo è quello di insegnare l’inglese in modo del tutto differente rispetto al tradizionale. Niente più libri e corsi noiosi: con Angloville, infatti, si impara la lingua inglese immergendosi totalmente in un villaggio la cui caratteristica principale è l’essere multiculturale. E gli insegnanti? Tutti madrelingua che supporteranno i partecipanti nel vivere in inglese 24 ore su 24.

Ma come funziona? Per rispondere a queste e molte altre domande abbiamo intervistato Giulia Pracucci, coordinatore pedagogico, e Michal Zak, co-fondatore della startup Angloville: ecco cosa ci hanno raccontato.

Presentiamo Angloville: cos’è? Come e da chi è nata l’idea?

G.P.: “Angloville nasce nel 2011 in Polonia dall’idea di un giovanissimo Michal Zak. L’idea di base è quella di insegnare l’inglese in modo meno teorico rispetto al metodo tradizionale che, spesso, consta solamente dello studio della grammatica tralasciando quasi completamente la pratica. Nasce così l’idea di creare soggiorni innovativi durante i quali i partecipanti vengono immersi nella lingua inglese. Ciò che vogliamo fare con Angloville non è il classico soggiorno di studio all’estero bensì offrire l’opportunità di un’esperienza culturale a 360 gradi: i nostri partecipanti sono normalmente seguiti uno a uno, ovvero ogni studente è seguito personalmente da tutor madrelingua provenienti da Paesi anglofoni. Questa vicinanza permette quindi di poter parlare inglese (quasi) 24 ore su 24 ma anche di conoscere nuove culture. L’apprendimento della lingua diventa quindi un processo attivo.”

Fare impresa: pro e contro per un’azienda giovane?

M.Z.: “In generale, nel gestire una startup ho individuato i seguenti aspetti positivi:

  • Impatto: Puoi offrire soluzioni a problemi comuni ancora irrisolti e migliorare così la vita delle persone. Siamo stati ringraziati da tantissimi ragazzi e genitori, Angloville ha cambiato la loro concezione dell’apprendimento della lingua e migliorato alcuni aspetti della loro vita. Questo senso di gratificazione è indubbiamente la parte migliore della gestione di una startup;
  • Flessibilità: le startup sono estremamente flessibili, puoi provare nuove direzioni o tentare nuovi approcci per risolvere i problemi reali delle persone;
  • L’innovazione viene premiata: se tu, come startup, offri un valore concreto, puoi ricevere un riconoscimento sia dai consumatori sia da delle istituzioni (organizzazioni o aziende). Puoi iniziare finalmente a giocare con “i grandi” senza porti dei limiti. Tutto è possibile;
  • L’età non è una barriera;
  • Le startup insegnano come superare le tue debolezze e le tue incertezze. Nonostante le difficoltà, devi essere in grado di offrire un servizio ai tuoi clienti, spesso dovrai pensare in maniera creativa e ottimista, trovando soluzioni a problemi prima sconosciuti. Le startup ti insegnano a dimenticare la parola “impossibile”;
  • Le startup si reggono soprattutto su un gioco di squadra: è gratificante vedere i tuoi colleghi crescere sia professionalmente sia personalmente.

L’unico aspetto negativo, invece, è che devi essere sicuro di te e dei tuoi obiettivi prima di intraprendere questo viaggio. Lavorare in una startup non è solo divertimento e spirito di squadra. Si lavora per ore senza mai fermarsi, si deve uscire dalla propria zona di comfort.”

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E del panorama dell’innovazione europeo che ne pensi?

M.Z.:”In questo caso, i pro sono:

  • Molteplici opportunità: viviamo in un’era fantastica, con tantissime opportunità da sfruttare grazie a internet e al mercato unico Europeo. In pochissimo tempo, grazie ai canali di marketing digitali, si possono raggiungere centinaia di migliaia di clienti europei;
  • Velocità di espansione: grazie all’assenza di frontiere e alla libertà di commercio, puoi iniziare a vendere prodotti di paese in paese in maniera veloce e diretta;
  • Le startup ricevono un supporto concreto: acceleratori, incubatori aziendali, programmi sponsorizzati, finanziamenti. Non c’è veramente scusa che tenga: se vuoi creare una startup, questo è il tuo momento!
  • Team internazionale: grazie alla libera circolazione dei lavoratori, è facile costruire e mantenere un team internazionale.

L’unico aspetto negativo che ho trovato è la frammentazione: nonostante il mercato unico, ogni singolo mercato europeo va trattato separatamente, rispettando le diverse culture e abitudini e aspettandosi diversi tempi di risposta.”

Qual è il target di persone che approda nei villaggi?

G.P.: “Abbiamo corsi sia per adulti sia

per ragazzi. Questi ultimi hanno generalmente dai 12 ai 18 anni mentre gli adulti dai 18/19 in su: non mancano però nemmeno persone più anziane.”

Obiettivi futuri?

G.P.: “Tra gli obiettivi futuri ci siamo posti l’apertura di un ufficio in Italia ed uno in Francia: negli stessi Paesi stiamo lavorando anche all’apertura di villaggi con modalità simile a quelli presenti attualmente in Ungheria, Polonia, Irlanda, Malta ed Inghilterra. I villaggi di Angloville vengono infatti allestiti in alberghi – generalmente fuori città – riservati esclusivamente a noi per tutta la durata del corso. Lo scopo, comunque, rimarrà quello di abbattere le barriere linguistiche e rendere i partecipanti sicuri nel parlare inglese”

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