di Sabina Schiavon in , ,

Startup Italia, Findmeed: un modo innovativo per farsi pubblicità [Intervista]


 

La startup italiana Findmeed ha ideato un metodo innovativo di farsi pubblicità, un modo per mettere in stretta relazione azienda e cliente: “c’è bisogno di una pubblicità innovativa ed al passo con i tempi rispetto ai classici metodi utilizzati oggi” ci ha spiegato il founder durante l’intervista che hanno rilasciato alla nostra redazione

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Dal mondo del food all’innovazione tecnologica, sono tanti gli ambiti verso cui si sta espandendo il mondo delle startup italiane: l’azienda innovativa di cui parliamo oggi si chiama Findmeed ed è ideatrice di un modo del tutto nuovo di farsi pubblicità. Abbiamo intervistato Saverio Abbruzzo, ideatore di Findmeed, e il suo team per conoscere la loro esperienza di startupper, ecco cosa ci hanno raccontato:

Prima di tutto, benvenuti su UrbanPost: apriamo l’intervista con la domanda di rito, com’è nata l’idea di Findmeed?

Alla domanda ci risponde Saverio che ci spiega “Sono da sempre appassionato di tecnologia ed affascinato dal design in tutte le sue forme. Negli ultimi anni mi sono soffermato maggiormente sulla comunicazione visiva e ho lavorato presso diverse aziende come grafico. È stato durante questo periodo che mi sono reso conto che c’è bisogno di una pubblicità innovativa ed al passo con i tempi rispetto ai classici metodi utilizzati oggi. Un’azienda, ora più che mai, ha bisogno di farsi notare. Come può farlo nel migliore dei modi? Spesso si ricorre ad una pubblicità aggressiva ed invasiva, oppure c’è chi gioca sui prezzi per far fronte alla concorrenza. Perché invece non mettere in palio dei premi e lasciare che siano i clienti ad accaparrarseli? Così è nata l’idea delle sfide lanciate dalle aziende agli utenti. Grazie a Findmeed l’azienda non soltanto avrà un nuovo modo di farsi pubblicità, ma avrà la possibilità di lanciare nuovi prodotti in maniera del tutto innovativa e soprattutto piacevole, divertente e conveniente per i suoi clienti.”

Come descrivereste il Vostro team? Fateci un breve ritratto di voi!

“Siamo un team giovane e tenace composto attualmente da tre persone: Saverio Abbruzzo (classe ‘91), Ideatore e Founder di Findmeed, svolge l’attività di Grafico Freelance. Nel team si occupa di grafica e design. Salvatore Gentile (classe ‘92), Co-Founder e Project Manager, attualmente studia Ingegneria Informatica presso l’Università della Calabria. Nel team ricopre anche il ruolo di sviluppatore. Vincenzo Iannino (classe ‘89), Co-Founder e Business Manager, attualmente studia Ingegneria Robotica e dell’Automazione presso l’Università di Pisa dove ha conseguito anche il titolo di Dott. in Ingegneria Informatica. Nel team ricopre anche il ruolo di sviluppatore.”

Un mezzo pubblicitario ma anche un modo per ottenere dei premi… Cos’è Findmeed? Spiegate ai nostri lettori come funziona.

“Findmeed è un servizio di Geo-Local Marketing che consente un rapporto diretto tra le aziende iscritte e gli utenti ponendosi come alternativa ai classici metodi pubblicitari. Il funzionamento di Findmeed è semplice. Esso si basa su sfide geolocalizzate lanciate in punti desiderati sparsi sul territorio. Queste sfide contengono una serie di obiettivi interattivi che l’utente dovrà completare per aggiudicarsi il premio in palio. Gli obiettivi vanno dalla caccia al tesoro (geocaching) ai quiz interattivi, dal compiere un certo numero di passi allo scattare una foto in un luogo ben preciso e non solo! Le sfide relative alle aziende seguite verranno notificate all’utente quando esso si troverà in prossimità di una di esse oppure potranno essere visualizzate tramite la mappa presente nell’app mobile. Attenzione però, l’utente potrà visualizzare gli obiettivi richiesti da una sfida, e potrà quindi completarla, soltanto quando esso si troverà nel luogo in cui essa è stata posizionata dall’azienda. Al completamento degli obiettivi richiesti dalla sfida verrà rilasciato all’utente un codice univoco con il quale l’utente avrà la possibilità di ritirare il suo premio o, in alternativa, di regalarlo ad un amico. L’azienda potrà decidere di mettere in palio qualsiasi cosa ritenga opportuno: uno o più prodotti, uno sconto o un coupon.”

Qual è stato il vostro percorso? Avete usufruito dell’appoggio di un incubatore e/o acceleratore?

“Abbiamo avviato il progetto da soli, con le nostre capacità e conoscenze personali e senza alcun appoggio esterno. Abbiamo però intenzione di partecipare ad una delle call presenti sul territorio nazionale, che offrono la possibilità di incubare o accelerare piccole realtà come la nostra, in maniera tale da poter rilasciare un prodotto finito nel più breve tempo possibile.”

Fare startup e impresa in Italia: quali sono i pro e quali i contro?

“Il mondo delle startup è ormai una realtà a tutti gli effetti e anche l’Italia si sta muovendo in questa direzione. Negli ultimi anni, infatti, sono più che raddoppiate le startup registrate presso le camere di commercio e sono stati indetti numerosi concorsi finalizzati alla scoperta e alla crescita di progetti innovativi emergenti. Nel panorama italiano, tuttavia, sono ancora poche le startup che riescono a diventare impresa superando la fase di seed e riuscendo a non essere inghiottite dalla cosiddetta “Valle della Morte”. Questo è dovuto anche ad una mentalità diversa rispetto a quella oltre oceano. In Italia il fallimento è visto per lo più come fine e non come un prezzo da pagare per raggiungere i propri obiettivi. Evidente è anche la carenza, in Italia e nel sud soprattutto, di figure come gli Angel Investor, che hanno dato vita a quella che è oggi la realtà della Silicon Valley. Il nostro intento è comunque quello di operare sul nostro territorio e far crescere il progetto nel Bel Paese. Tuttavia, in questa fase iniziale, non escludiamo la possibilità di muovere qualche passo anche all’estero.”

Che consiglio dareste a chi ha un’idea innovativa e vorrebbe renderla concreta?

“Il consiglio che diamo, per quanto banale possa sembrare, è quello di osare, lanciarsi e mettersi in gioco. Non smettere mai di credere nel proprio potenziale ma soprattutto nel proprio team. Bisogna sempre essere pronti a cambiare, a reinventarsi, a rischiare, con la consapevolezza che tutto può crollare in un secondo.”

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