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Strage Bataclan, sevizie e mutilazioni agli ostaggi: emerge una nuova presunta verità sulle bestialità compiute dai jihadisti

Strage Bataclan: sevizie e mutilazioni agli ostaggi, il governo nega

Strage Bataclan: forse una parte dell’orrore consumatosi all’interno della sala concerti parigina per mano dei jihadisti dell’Isis, la notte del 13 novembre 2015, ancora non ci è nota. Il massacro costato la vita a 130 persone, che fece oltre 400 feriti, potrebbe essere raccontato di nuovo. Una parte di stampa francese infatti parla da tempo di certi aspetti raccapriccianti relativi alla strage islamista, che però il governo francese ha respinto tacciandoli come falsi. UrbanPost ve ne parla per dovere di cronaca, sottolineando come le indiscrezioni in oggetto non siano mai state confermate né ufficializzate dalle autorità. Si tratta di presunte torture, sevizie, decapitazioni e bestialità di ogni sorta che le milizie dello Stato Islamico avrebbero inflitto ad alcuni ostaggi prima di ucciderli. La mattanza sarebbe avvenuta al secondo piano del locale.

Alcuni media parlano infatti di “torture abominevoli” inflitte ad alcuni ostaggi. A cavalcare l’indiscrezione il sito Fdesouche.com, pseudo verità completamente snobbata e smentita dai grandi media di Parigi. Tuttavia il dubbio che tale notizia celi una parte di verità mai rivelata comunque rimane. Si tratta di terribili e agghiaccianti particolari che sono emersi dalle pagine del rapporto ufficiale della commissione d’inchiesta relativa ai mezzi utilizzati dallo Stato per lottare contro il terrorismo dal 7 gennaio 2015.

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Ostaggi torturati al Bataclan: il racconto di un poliziotto

Le Monde parlò di mera “invenzione”, tuttavia nel corso dell’audizione del 21 marzo 2016, un poliziotto della Bac (Brigade anti-criminalité), che fu tra i primi ad entrare nel Bataclan dopo il massacro, dà una descrizione lucida della sconvolgente visione che si trovò davanti agli occhi insieme ai colleghi. L’uomo parlerebbe (il condizionale è d’obbligo) nella sua ricostruzione di uomini castrati con i testicoli in bocca, donne seviziate nelle parti intime, persone cui furono strappati gli occhi, teste decapitate. “Dopo l’assalto, eravamo con dei colleghi a livello del passage Saint-Pierre-Amelot (strada accanto al Bataclan, ndr), quando ho visto uno degli inquirenti uscire in lacrime e vomitare. Ci ha detto quello che aveva visto”, avrebbe detto il poliziotto, che quindi non sarebbe stato testimone oculare diretto di quelle presunte atrocità mai svelate prima, ma le avrebbe apprese da un collega.

Quando uno dei membri della Commission Fenech gli chiese “Le torture sono state commesse al secondo piano?”, lui avrebbe risposto: “Credo di sì, perché quando sono entrato al pianoterra non c’era niente di simile, solo persone colpite da proiettili”. Sempre il poliziotto in questione durante la succitata audizione avrebbe anche rivelato che molti di quei corpi barbaramente mutilati non furono mai mostrati alle rispettive famiglie, appunto “perché c’erano delle persone decapitate, sgozzate, sventrate. C’erano donne che sono state accoltellate a livello dei genitali”. Sempre secondo queste indiscrezioni ufficiose, inoltre, uno dei terroristi prima di farsi saltare in aria avrebbe mimato degli atti sessuali con alcune donne uccise. Alcuni jihadisti avrebbero anche filmato alcune di quelle torture ai fini di propaganda, sebbene di quelle presunte immagini non sarebbe stata trovata traccia.

La lettera di un familiare delle vittime: quelle mutilazioni sono avvenute davvero?

A confermare la testimonianza dell’agente, che il procuratore di Parigi, François Molins, ha invece messo in discussione tacciandola di inattendibilità, e che il governo avrebbe respinto con forza negandone la veridicità, una lettera che il padre di una delle vittime del Bataclan avrebbe inviato al giudice d’istruzione. Queste le parole della missiva: “Sulle cause della morte di mio figlio A., all’istituto medico-legale di Parigi mi è stato detto […] che gli erano stati tagliati i testicoli, che gli erano stati messi in bocca e che era stato sventrato. Quando l’ho visto dietro un vetro, disteso su tavolo, con un telo bianco che lo copriva fino al collo, mi accompagnava una psicologa. Quest’ultima mi ha detto: ‘La sola parte che si può mostrare di suo figlio è la sua parte sinistra’. Ho constatato che non aveva più l’occhio destro. L’ho fatto notare; mi è stato detto che glielo avevano strappato”. Rumor infondato o atroce e indicibile verità? Sono passati ormai più di due anni da quella orribile notte e ancora ci sono punti oscuri su come andarono i fatti. Aspetti insoluti che forse sono destinati a non essere mai davvero chiariti.

 

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