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Strage Cisterna di Latina, la verità sulla morte delle figlie di Capasso: parla il Procuratore

Strage Cisterna di Latina ultime notizie: dopo i dubbi sull’effettivo orario di morte delle bambine sollevati dal programma Chi l’ha visto? durante la diretta di mercoledì scorso, alle 12 di oggi, venerdì 16 marzo, la Procura di Latina titolare delle indagini ha sentito la necessità di indire una conferenza stampa per fare delle puntualizzazioni e spiegare il modus perandi adottato dai carabinieri in quella folle e drammatica mattina dello scorso 28 febbraio, quando l’appuntato Luigi Capasso dopo aver ferito (non mortalmente) la moglie Antonietta Gargiulo, ha ucciso le loro due figlie di 7 e 13 anni e, sempre con la pistola d’ordinanza, si è poi tolto la vita dopo una vana trattativa con i colleghi durata ore. “L’intervento dei carabinieri è stato tempestivo e professionale”, ha precisato procuratore capo di Latina in merito alla possibilità che la figlia maggiore di Capasso non fosse stata uccisa subito e potesse essere salvata. “Quanto riportato dalla trasmissione Chi l’ha visto? in merito alla vicenda di Cisterna non corrisponde a verità”, così il procuratore capo di Latina, Andrea De Gasperis, smentendo quella che in realtà era solo una ipotesi avanzata dal programma di Rai 3 mercoledì 14 marzo.

Strage Cisterna di Latina: figlia Capasso ancora viva mentre lui parlava al balcone con i negoziatori?

Durante la diretta si era infatti parlato di un termo rilevatore che in casa avrebbe rilevato la presenza di due corpi umani in vita nell’appartamento di via Collina dei Pini a Cisterna, dove è avvenuta la strage. Si avanzava dunque la terribile ipotesi che in quella stanza oltre a Capasso anche la figlia Alessia fosse stata, seppur per un breve lasso di tempo, in vita. Niente di tutto ciò a detta del Procuratore: “E’ un’ipotesi completamente priva di fondamento. Questo dispositivo non è in dotazione alle forze dell’ordine e le bambine erano già morte quando i carabinieri hanno raggiunto l’abitazione di Cisterna”. Con queste parole si è dunque cristallizzata una volta per tutte la dinamica dei fatti di quella mattina: prima il ferimento con tre proiettili di Antonietta Gargiulo da parte di Capasso, poco prima delle 5,30 mentre la vittima si trovava nel garage della palazzina in procinto di andare al lavoro. I carabinieri poi sono arrivati nell’abitazione alle 5,50, avvertiti da una coinquilina che aveva avvertito gli spari diretti alla donna e l’aveva vista in strada chiedere aiuto. Poco dopo è stata udita una successione di altri colpi di pistola esplosi all’interno dell’abitazione, almeno sei, con i quali l’appuntato ha ucciso le figlie che dormivano.

cisterna di latina

“Da quando i carabinieri hanno raggiunto la casa non si è più avvertita nessuna esplosione, se non un colpo soffocato intorno alle 13,30 con cui Capasso si è tolto la vita sparandosi in bocca”. Smentita anche l’indiscrezione secondo cui la figlia maggiore di Capasso avrebbe urlato qualcosa al padre, perché “Le due vittime sono state colpite rispettivamente da tre colpi la piccola e da sei colpi la più grande. I proiettili hanno colpito organi vitali e ognuna delle due ragazze aveva un colpo in testa che non avrebbe consentito nessuna possibilità di sopravvivenza”, ha puntualizzato De Gasperis. “Tutto quello che si doveva fare è stato fatto. E’ tutto molto lineare e non ci sono questioni che non sono state vagliate con attenzione. L’intervento dei carabinieri è stato tempestivo e professionale”, ha chiosato.

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