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Strage Cisterna di Latina: Capasso giudicato “idoneo al servizio”, anche le figlie erano terrorizzate

Strage Cisterna di Latina news: arrivano conferme su conferme del fatto che il massacro di ieri era più che annunciato. La moglie dell’appuntato dei carabinieri – gravemente ferita da tre colpi di proiettile e ricoverata, sotto sedazione continua, in terapia intensiva al San Camillo di Roma – aveva presentato due esposti contro il marito dal quale si stava separando. Picchiata e aggredita in più occasioni da Luigi Capasso, era seriamente preoccupata (e a ragione, visti come sono andati i fatti) per la sua incolumità e quella delle sue due bambine di 7 e 13 anni, uccise a colpi di arma da fuoco dal padre, poi morto suicida. Antonietta Gargiulo aveva chiesto aiuto ai Carabinieri, nonché superiori del marito, chiedendo espressamente che l’uomo fosse tenuto lontano da lei e dalle sue due bambine. Le piccole erano terrorizzate dal padre, dall’atteggiamento maniacale con cui stalkerava la loro madre. La più grande un giorno vedendo il padre all’uscita di scuola, fu colta da attacco di panico per lo spavento e portata al pronto soccorso. Madre e figlie vivevano nel terrore ma nessuno le ha protette.

Apprendiamo in queste ore che dopo le segnalazioni per violenze domestiche fatta dalla moglie, Luigi Capasso fu sottoposto a una visita medica e dichiarato idoneo al servizio. Gli venne offerto dall’Arma, come da prassi, un sostegno psicologico per superare la separazione (che non ha mai accettato) ma lui rifiutò. Per questo motivo fu obbligato a sottoporsi a una visita medica davanti a una commissione che gli diede 8 giorni di riposo e poi lo dichiarò idoneo al servizio.

Strage Cisterna di Latina: Capasso fu sospeso dall’Arma ma deteneva la pistola, nuovi agghiaccianti particolari

La strage di Latina è “assolutamente inaccettabile per le mie responsabilità. Potrei cavarmela dicendo che formalmente non c’è stata denuncia e quindi non si è messo in moto il meccanismo” ma a volte ci sono “troppe sottovalutazioni e non si comprende la minaccia in campo”. Queste le parole pronunciate dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, in merito alla terribile vicenda durante un intervento alla trasmissione L’aria che tira su La7.

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