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Strage Cisterna di Latina news, Antonietta all’amica: le telefonate che preannunciavano la strage

Strage di Cisterna di Latina ultime notizie: Antonietta Gargiulo viveva nel terrore dallo scorso settembre. Da quando aveva deciso di chiedere la separazione dal marito, dopo avere subito in 16 anni di matrimonio tradimenti e vessazioni di ogni sorta. Maltrattamenti ricevuti da parte del marito, il 44enne appuntato dei carabinieri Luigi Capasso, il quale non tollerava il suo aver osato dire ‘basta’ a quella situazione. Antonietta, già quando loro erano ancora fidanzati, era stata tradita. “Lui ha sempre avuto molte donne”, ha confermato il miglior amico del carabiniere suicida. Antonietta umiliata da tempo, e ogni volta lo aveva perdonato. La sua vita matrimoniale era fatta di grande sopportazione, ma da quando aveva deciso di lasciare il marito, la sua esistenza e quella delle loro due bambine, di 7 e 13 anni, era divenuta insostenibile.

L’appuntato Capasso le tormentava. Visti i tre esposti che la donna aveva fatto all’Arma dei carabinieri, lui si era trasferito a vivere in un alloggio della caserma e non mandava giù la cosa. In una denuncia alla donna infatti lamentava di essere stato allontanato ingiustamente “dalla Mia Casa” , usando il maiuscolo per sottolineare che di una sua proprietà si stava parlando. Luigi Capasso era diventato ossessivo, aveva anche picchiato la moglie fuori dal suo posto di lavoro, con le figlie in auto che assistevano alla scena. Antonietta era disperata, lei e le figlie quando se lo trovavano davanti andavano in panico totale, tanto da essere state in più d’una occasione portate al pronto soccorso.

Strage Cisterna di Latina news: Antonietta conosce la verità sulle figlie, la sua reazione dopo lo shock

Ieri a Quarto Grado sono state mandate in onda le telefonate che Antonietta faceva all’amica durante le quali manifestava ansie e paure, il terrore quotidiano vissuto, il timore di non farcela a fermare quell’uomo – “Spero che si fermi a questo esposto sennò la vedo dura”, questo uno dei messaggi che presagivano la strage del 28 febbraio scorso – e la consapevolezza che Luigi Capasso si era intestardito a non accettare la situazione. “Vuole terrorizzare le bambine“, confidava un’esasperata Antonietta all’amica, raccontandole che le bimbe trovavano il padre davanti scuola, appostato in auto: “Lui dice che si trovava lì per bere un caffè ma il suo è un vero e proprio atto intimidatorio, perché sta in auto con la macchina rivolta verso il portone come in un posto di blocco”. “Ha molta paura di perdere il lavoro”, le avevano riferito all’Arma dei carabinieri quando era andata a presentare l’sposto contro di lui denunciando le violenze domestiche, e per questo Antonietta non lo aveva formalmente denunciato; Capasso aveva avuto dei precedenti penali e per 5 anni era stato allontanato dall’Arma. Un’altra denuncia gli sarebbe costata la perdita del suo lavoro e Antonietta, nonostante le vessazioni subite da parte sua, non gli voleva dare il colpo di grazia, per questo si era fermata agli esposti, nella speranza che sarebbero serviti a redarguirlo, fargli fare un passo indietro. Come sappiamo, purtroppo, quegli esposti hanno invece alimentato l’odio che covava, dando ulteriore input alla sua lucida furia omicida. “E’ colpa tua”, le ha lasciato scritto Capasso dopo aver assassinato le loro figlie e prima di togliersi la vita.

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