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Strage Latina saltano funerali Capasso, le drammatiche telefonate tra assassino e vittime

Strage di Cisterna Latina ultime notizie: tensioni legate al funerale di Luigi Capasso, l’appuntato dei carabinieri che il 28 febbraio scorso ha sparato alla moglie, ucciso le loro bambine di 7 e 13 anni, e dopo 9 ore di trattative con i carabinieri si è suicidato con la sua pistola di ordinanza. I funerali sono infatti saltati per volontà della sua famiglia, che ha preferito benedire la salma nel cimitero napoletano di Poggioreale.

Annullato il funerale in chiesa per Luigi Capasso

Le esequie avrebbero dovuto essere celebrate in chiesa a Secondigliano (Napoli), ma “per questioni di privacy” e il rischio di tensioni, la famiglia ha evitato che i funerali venissero celebrati in chiesa. A quanto si è appreso, inoltre, nel quartiere, dopo l’affissione dei manifesti funebri molte persone avevano espresso il disappunto a che l’ultimo saluto al responsabile della strage si svolgesse nella parrocchia. I cronisti non sono stati ammessi nella sala mortuaria.

cisterna di latina news

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Strage Latina: le drammatiche telefonate tra killer e vittime

Oggi a Pomeriggio 5 trasmessa una drammatica telefonata tra Luigi Capasso e la moglie Antonietta Gargiulo risalente al 9 dicembre scorso, da cui emerge tutta l’esasperazione della donna: “E io col matrimonio sedici anni come sono stata? Dimmi sono stata felice sedici anni di matrimonio? Sono stata felice? Sono stata svergognata, tradita, maltrattata, picchiata… Sul posto di lavoro svergognata da tutta Cisterna come una che non se lo merita, perché lo sai che non me lo meritavo…” .

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Poi un’altra in cui si evince che la figlia di Capasso è incerta se accettare l’invito ad uscire del padre, perché lo teme: “Ciao Alessia, ho dei biglietti per andare a vedere le luminarie al Parco di Ariccia, ti farebbe piacere andarle a vedere domani con me?”, […] Alessia: “Non lo so”, Luigi: “Non ti preoccupare di papà non ti faccio niente”; Alessia: “Lo so che tu non mi faresti mai del male”, Luigi: “No, mai mai”. Alessia: “Lo so… però non lo so, cioè subito, così …”. Luigi: “Alessia se mai proviamo a stare insieme (…)”. Alessia: “Però da soli io non…”. È la telefonata tra Luigi Capasso e la figlia 13enne Alessia, del 9 dicembre scorso. La bambina e la sorellina di 7 anni, uccise a colpi di pistola, erano terrorizzate dal padre che avevano visto più volte aggredire e picchiare la loro mamma.

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