di Francesco Cutello in

Superstizione: ecco da dove nasce la nostra paura per l’ignoto


 

Nell’infausto giorno di venerdì 17, indaghiamo un po’ sulle vere cause della nostra superstizione. Un fenomeno a cui in pochi sono immuni e che ha origine nella nostra infanzia.

superstizione

Oggi, temutissimo venerdì 17, la Cicap, organizzazione educativa per promuovere indagini scientifiche e critiche sul paranormale e le pseudoscienze, ha indetto la giornata contro la superstizione. Una vasta percentuale di popolazione crede nei fantasmi, in creature mitiche e fenomeni paranormali, che attribuisce a forze misteriose. Il senso dell’iniziativa Cicap è quello di porre un freno al divagare di questi pensieri e portare prove scientifiche a riguardo. A proposito di questo, un libro molto interessante indaga su alcune di queste credenze, chiedendo il parere di scienziati e studiosi sulle origini e i motivi delle nostre superstizioni. Santaiole. Spiriti, folletti e paura nelle tradizioni popolari di Linda Callari ha voluto mettere in luce quali sono i meccanismi del nostro cervello che ci portano a credere ciò che non riusciamo a spiegarci.

Secondo lo psicologo britannico Bruce Hood, le cause sono da ricercare nel periodo infantile, quando, da bambini, organizziamo il mondo in categorie ed attribuiamo il movimento della materia a forze invisibili. “Le teorie biologiche intuitive della vita”, spiega Hood, “ci portano ad avere un certo numero di credenze che costituiscono le basi del pensiero soprannaturale”. Un preconcetto che nasce dall’infanzia, ma che non viene abbandonato certo in età adulta. Come spiega ancora lo psicologo. “Non smetteremo mai di pensare che alcuni aspetti della vita non possono essere sottoposti a un’analisi razionale. Il motivo è che la società ha bisogno del pensiero soprannaturale, che è parte di un sistema di credenze che tiene uniti tutti i membri di un gruppo grazie a un insieme di valori sacri.”

Una chiave di lettura, quindi, che individua le origini fisiologiche della nostra superstizione. Ma, oltre a queste, esistono cause sociali del fenomeno. In questo ci viene in aiuto il sociologo tedesco Max Weber, come viene riportato ancora nel libro. Chi crede in fenomeni paranormali lo fa perché applica ciò che Weber definiva ‘azione razionale rispetto al valore’. Ovvero azioni che si ritengono corrette, logiche, razionali, in relazione al nostro personale universo di valori e credenze. Per capirci, un religioso agisce razionalmente in sintonia con i valori promulgati dal suo credo o comunità di riferimento. Sarà quindi protagonista di un comportamento conforme ai suoi schemi cognitivi, che verrà considerato invece irrazionale da chi ne segue altri.

photo credit: michaelbettencourt Superstition The Same In All Places And Ages (Truth Seeker, January 12, 1889) via photopin (license)

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