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Survival sex: migranti minori costrette a prostituirsi per passare il confine tra Italia e Francia

Bardonecchia e Ventimiglia. E poi Como e il Brennero. Sono queste le principali vie di transito dall’Italia verso il nord Europa di migliaia di giovani migranti, tra cui molti minori. Tra questi migliaia di ragazze, costrette a “vendersi” offrendo prestazioni sessuali a chi le aiuterà a passare il confine. Lo certifica Save The Children, l’Ong che opera sul campo per “salvare” da questo triste destino decine di migliaia di giovani donne che arrivano nel nostro paese come migranti e poi finiscono inghiottite nell’inferno dello sfruttamento. Questo fenomeno viene chiamato survival sex. Le minorenni censite da Save The Children provengono per lo più dal Corno d’Africa e dai Paesi dell’Africa-sub-sahariana. Il tutto è molto ben spiegato sul sito web della Ong, in una pagina intitolata (e come potrebbe esserlo diversamente…) “piccoli schiavi invisibili”.

Le giovani vengono indotte a prostituirsi per pagare i “passeurs” per attraversare il confine o per reperire cibo o un posto dove dormire. Servono da 50 a 150 euro a seconda del soggetto contattato. “Private della possibilità di percorrere vie sicure e legali e invisibili al sistema di accoglienza, queste ragazze sole, sono esposte a gravissimi rischi di abuso e sfruttamento”, spiega l’Ong. «E’ fondamentale – ha detto Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa Save the children – garantire alle vittime tutta la protezione di cui hanno bisogno e per questo, in rete con le organizzazioni attive sul campo, stiamo potenziando i nostri interventi nelle aree di confine del Nord Italia, con un’unità mobile grazie alla quale, a partire dai prossimi giorni, i nostri operatori raggiungeranno i minori più vulnerabili per offrire loro supporto e assistenza e difenderli dai gravi rischi che corrono».

Survival sex: migranti minori costrette a prostituirsi per passare il confine tra Italia e Francia

Le vittime minorenni inserite in programmi di protezione nel 2017 sono state complessivamente 200, quasi il doppio rispetto all’anno prima. Ma il dato più significativo è un altro: di questi 200 minori 196 erano ragazze. Nella metà dei casi (46%) si tratta di vittime di sfruttamento sessuale e in più del 93% sono ragazze nigeriane tra i 16 e i 17 anni. Una tendenza che trova conferma anche nei rilevamenti delle unità di strada del programma “Vie d’uscita” di Save the children. Il fenomeno si è aggravato nel 2018 per via del vertiginoso aumento del numero di minori che risultano irreperibili, dopo aver abbandonato le strutture di accoglienza in cui erano stati inseriti: sono ben 4570 al 31 maggio scorso. Succede in particolare nelle regioni del Sud e si tratta per lo più di minori eritrei (14%), somali (13%), afghani (10%), egiziani (9%) e tunisini (8%). E’ proprio il rapporto “Piccoli schiavi invisibili 2018” di Save The Children che ha permesso di alzare il velo su questo drammatico fenomeno,  in cui si sottolinea che l’abbandono del sistema di accoglienza e il loro “ingresso nell’invisibilità” espone i minori in transito a forti rischi. I casi più vulnerabili sono proprie le ragazze minorenni provenienti dal Corno d’Africa, somale ed eritree.

(foto: screenshot dal sito Savethechildren.it)

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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