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Tassa sui rifiuti Tares: in arrivo nuova stangata

Saranno soggetti al versamento tutti i proprietari e gli occupanti di tutte le aree soggette alla produzione di rifiuti. La TARES arriva in sostituzione alla vecchia tassa sui rifiuti TARSU o TIA, ma con delle novità che andremo ad esaminare. Secondo alcune stime redatte da autorevoli fonti giornalistiche, la nuova TARES sarà una vera e propria stangata per gli italiani. Si prevedono aumenti pesanti intorno ai 1.100 euro per i capannoni, di circa 100 euro per i negozi mentre per le abitazioni si parla di cifre intorno alle 80 euro. Tali cifre possono variare in eccesso o in difetto in relazione al Comune di appartenenza.

La nuova TARES sarà pagabile in quattro rate, la prima delle quali è prevista non prima di aprile, secondo un calendario che sarà stabilito dai Comuni. Per gli anni successivi, la nuova tassa sarà pagata nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre, sempre secondo un calendario definito da ogni singolo Comune. Il pagamento prevede le modalità già in vigore per l’IMU, mediante la compilazione del modello F24 oppure del bollettino postale F24.

La TARES a differenza dell’IMU, ricadrà sui residenti dell’immobili e non sui proprietari. Sarà quindi applicabile nei servizi a domanda individuale e basati sul chi usufruisce di un determinato bene e non su chi lo possiede. Sono soggetti a questo tipo di tassazione anche tutti coloro che in teoria risultano residenti in un determinato immobile, pur non facendone uso quotidiano.

Tares tassa Rifiuti

A differenza della TIA, rientreranno nell’applicazione della TARES anche i proprietari di locali, ma solo nei casi in cui l’utilizzo sia temporaneo e non superiore ai 6 mesi, mentre saranno escluse dal pagamento le aree pertinenziali scoperte delle abitazioni private, ma non quelle delle attività produttive e commerciali. Si evince che i parcheggi dei centri commerciali saranno soggetti alla nuova tassazione TARES dove la sua base imponibile sarà calcolata in rapporto alla superficie calpestabile, un dato che i comuni hanno già registrato nei loro archivi.

Questo parametro rimarrà in vigore fino al completo riassetto tra i dati catastali sugli immobili e la toponomastica comunale. Questo tipo di attività è gestita dagli enti locali e dall’Agenzia del Territorio, adesso già integrate e assorbite sotto la supervisione dell’Agenzia delle Entrate.

Written by mbarbie1970

42 anni, Contabile d'Azienda, convivente, un figlio, dal 1990 nel settore commercio; dal 1995 settore industriale; freelance publishing, gestore ed amministratore del sito notiziemercatimondiali.com.
Appassionato esperto di borse e mercati finanziari, azioni, opzioni e futures.

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