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Tasse in Italia 2018, italiani stangati per Confcommercio: “7200 euro tra bollette e casa”

Energia elettrica, ticket sanitari, assicurazioni: le quota di “spese obbligate” nel 2018 si attesta al 40,7% sul totale dei consumi, in calo di circa un punto rispetto al 2014 ma ancora con “un’elevata incidenza”, che arriva a pesare “quasi 7.300 euro l’anno pro capite”. E’ quanto stima l’ufficio studi della Confcommercio. Tra le uscite vincolate, per le quali il cittadino “ha poca, o nessuna, libertà di scelta”, prosegue Confcommercio, la voce abitazione è quella più rilevante: tra affitti, manutenzioni, bollette e utenze assorbe “quasi 4.200 euro” (il 60% delle spese obbligate complessive).

Festività soppresse in busta paga 2018

Spesa in Italia 2018, crollano gli alimentari

All’interno dei consumi commercializzabili (10.580 euro pro capite nel 2018), anche se per due terzi sono rappresentati dai beni, i servizi hanno assunto un ruolo sempre più significativo, mentre continua il calo della quota destinata agli alimentari, ma questa voce aumenta nei valori pro capite, pari a 2.681 euro contro i 2.490 del 2014.Come funziona l'Ape volontaria, costi e penalizzazioni

Tasse in Italia 2018: tutte le ultimissime

Tasse ancora troppo alte in Italia. Sui contribuenti italiani fedeli al fisco pesa una pressione fiscale ‘reale’ che si attesta al 48,3%: 6,1 punti percentuali in più rispetto a quella ufficiale. E sebbene sia in calo dal 2014, la soglia raggiunta quest’anno rimane ancora ingiustificatamente elevata. La stima è dell’Ufficio studi della Cgia che, in una nota, riporta l’esito dell’ultimo monitoraggio sull’andamento della pressione fiscale. E anche se il dato della pressione risulta “in calo rispetto agli anni precedenti”, il peso complessivo del fisco “rimane comunque ad un livello insopportabile”, prosegue il report Cgia, per il quale starebbe soprattutto in questo il motivo del malcontento espresso in questi mesi dalle aziende del Nordest. ”Se alle troppe tasse aggiungiamo il peso oppressivo della burocrazia, l’inefficienza di una parte della nostra pubblica amministrazione e il gap infrastrutturale che ci separa dai nostri principali competitori economici, non c’è da stupirsi che serpeggi un certo malessere soprattutto tra gli imprenditori del Nordest. Tra le altre cose, a causa di tutte queste criticità, continuiamo a rimanere il fanalino di coda in Ue per quanto riguarda gli investimenti diretti esteri” spiega il coordinatore Cgia Paolo Zabeo.bollette meno care

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